Il Tirreno

Livorno

Il mercato degli scrutatori

Juna Goti

Tramonti: «Vi faccio nominare io». E su Fb è polemica

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 LIVORNO. «Chi fosse interessato a fare lo scrutatore ai seggi alle prossime elezioni deve recarsi all'ufficio elettorale del Comune (...). Una volta iscritto me lo comunica e provvederò a farlo nominare». Questo post è apparso sulla bacheca Facebook del giovane consigliere comunale del Pd, Adriano Tramonti (27 anni). E subito è scoppiata la polemica.  Perché se è vero che la legge Calderoli, dal 2005 prevede di nominare direttamente gli scrutatori anziché tirarli a sorte, è vero anche che, come tradisce la frase di Tramonti, per chi non conosce politici e - peggio ancora - consiglieri comunali, la possibilità di racimolare qualche soldo nei giorni del voto è ridotta all'osso.  Il conto alla rovescia è scattato due settimane fa: fino al 30 novembre sarà possibile iscriversi all'albo scrutatori, ovvero provare a fare parte di quell'esercito di "sentinelle" (a Livorno sono circa un migliaio) che garantiscono il regolare svolgimento delle elezioni.  Quest'anno, con la frana del governo Berlusconi e il voto che pare più vicino, l'iscrizione è diventata un'opportunità concreta di mettere qualcosa da parte: ogni giornata al seggio vale più di cento euro. A scegliere i fortunati è per legge una commissione di cui fanno parte responsabili degli uffici comunali, dell'amministrazione e delle forze politiche. I partiti si spartiscono le nomine: due terzi alla maggioranza, il resto all'opposizione, in una sorta di mercato degli scrutatori. Ma con quale criterio?  «Chi si è iscritto - scrive Tramonti su Fb - me lo comunica e provvederò a farlo nominare come scrutatore». E chi non ha santi in paradiso? Al suo invito rispondono in parecchi. Ma c'è anche chi si infuria. Come Matteo Trocar. «Purtroppo - scrive su Fb - questo meccanismo clientelare per cui serve la raccomandazione anche per essere nominati ai seggi è legale». «Detto questo riprende - non ti vergogni a fare queste dichiarazioni pubblicamente? Ti sembra un meccanismo giusto? Vergognatevi anche voi che darete il vostro nome: mia madre sono anni che è segnata e non è mai stata chiamata. Lo sapevo che funzionava così, ma insomma: dirlo pubblicamente e senza pudore, da chi poi critica coloro che hanno fatto questa legge porcata...».  La discussione continua. Tramonti dice che «non ho chiesto niente a questi ragazzi, non mi vergogno di scriverlo pubblicamente dato che non ho niente da nascondere. Francamente se posso cerco di inserire i giovani». E dall'altra parte: «Perché prima di nominare non sorteggiate?». La legge parla di nomina, è vero. Ma non vieta di adottare criteri ben precisi per favorire, ad esempio, disoccupati e studenti.  Tramonti è molto conociuto in città anche per la sua attività di animatore negli stabilimenti balneari. Non è un cas che moltissimi ragazzi («anche persone che non conosco») gli chiedano informazioni prima di correre in Comune. Poi compare un nuovo post che ribadisce: «Entro il 30 novembre iscrivetevi all'albo. Sotto elezioni, poi, chi è interessato lo nominiamo».  Lui lo scrive in mondo-visione. Ma va detto che altri consiglieri (la mossa è bipartisan) fanno a gara a consegnare ai commissari fogliettini gialli con i nomi di parenti, amici e conoscenti. La prova del nove? Alziamo il telefono per chiedere informazioni ai consiglieri. Il primo risponde così: «Perché hai qualcuno da piazzare? Dillo pure a me...».

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