Il Tirreno

Livorno

Sit-in dei disoccupati della Giolfo

Martina Corirossi
Sit-in dei disoccupati della Giolfo

«Ci avete dimenticati». E fra pochi mesi scade la mobilità

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 LIVORNO. «Ci avete dimenticato». Tre anni dopo avere perso il posto, i lavoratori della Giolfo e Calcagno tornano in piazza. Per ricordare alla città che loro sono ancora a casa. Ieri mattina hanno dato vita ad un sit-in di protesta di fronte a Palazzo Civico. Insieme a loro anche i dipendenti della Inalfa (settore della componentistica) e del cementifico Sacci. Circa 60 persone hanno fatto sentire a gran voce il loro dissenso. Intorno alle 10 sulla scalinata del Comune è stato appeso un striscione eloquente: "2009 - 2011, tre anni che sanno di immobilismo". Per 25 di loro il 2012 segnerà la fine della mobilità, di cui 10 nei primissimi giorni di gennaio. Cassa integrazione in deroga, invece, per i dipendenti della Inalfa, ma anche in questo caso la scadenza è fissata per dicembre. "Siamo qui per rivendicare la dignità lavorativa del personale - spiega Federico Mambrini, Uil - A scadenze diverse, tutti loro saranno mano a mano espulsi dal mondo del lavoro". Le sigle sindacali hanno cercato invano di essere ricevute dal sindaco al quale hanno tuttavia recapitato una lettera congiunta. "Al momento della chiusura dei due stabilimenti ci fu una grande partecipazione e una grande solidarietà - interviene Roberta Pagni, Cisl - ma tante promesse non sono state mantenute. Le istituzioni sono rimaste immobili a guardare. È necessario salvaguardare i posti di lavoro e sostenere i redditi per il bene di tutto il territorio". Entro febbraio saranno attivati i corsi di riqualificazione per il personale organizzati dai sindacati. Il caso della Giolfo e Calcagno dovrebbe essere trattato dalla commissione provinciale "Lavoro e occupazione", il prossimo 16 novembre. "Lo stabilimento presenta due grandi magazzini per lo stoccaggio e il congelamento costruiti nel 2007 - conclude Pagni - chiederemo al presidente della Provincia di valutare la possibilità di intraprendere un percorso di trattamento a filiera corta del pescato delle nostre coste".

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