Il Tirreno

Livorno

«È presto per cercare il mio sostituto»

Juna Goti

Cosimi all'assemblea del Pd bacchetta i suoi compagni. Poi tira le orecchie agli alleati

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 LIVORNO. «Dopo sette anni che uno fa il sindaco, bisogna che sul palcoscenico inizino ad apparire anche altri soggetti, è giusto. Ma non credete che in questo partito si sia iniziato a discutere un po' troppo presto di chi avrebbe fatto il sindaco dopo Cosimi, pensando che ci fossero le politiche il giorno dopo?». Nell'assemblea indetta per tirare le orecchie a Sel e Idv, il sindaco finisce per richiamare anche il suo Pd. E lo fa sottolineando, per la prima volta, che c'è una parte di Pd che ha già gli occhi puntati a quando lascerà Palazzo Civico. E che in questa direzione si è mossa negli ultimi tempi. «Non pensate - dice al microfono - che tutto questo abbia portato a un indebolimento complessivo della discussione sugli obiettivi?».  Tregua armata con Sel e Idv. L'assemblea comunale del Partito Democratico, guidata da Yari De Filicaia, si è riunita lunedì fino a tarda sera al centro civico di Corea. Ha partecipato anche il neosegretario territoriale, Samuele Lippi, che ieri ha riunito la direzione. Gli interventi che si sono succeduti nel corso della serata - non senza frizioni - dicono che alla fine la rottura con dipietristi e vendoliani livornesi non ci sarà. È tregua armata soprattutto per il rapido cambiamento del quadro nazionale, con lo scivolone del premier Berlusconi. È da quello che partono i segretari, senza però nascondere la mano quando si tratta di descrivere i rapporti tesissimi con gli alleati. Ribadiscono la «fiducia nel sindaco» ma chiedono «al capo della coalizione garanzie sulla possibilità di continuare davvero a governare insieme». E Cosimi? Bacchetta gli alleati e cerca di mettere i puntini sulle ì guardando ai fuori programma economici che potrebbero mettere in discussione anche qualcuno dei 14 punti sottoscritti dalla coalizione a settembre. E nel frattempo le canta anche al Pd.  Guardiamo in casa nostra. «Le contraddizioni - dice Cosimi in apertura - non sono solo con Idv e Sel, sono anche dentro di noi. E bisogna smetterla di pensare che si può gettare sugli altri i nostri problemi. Gli atteggiamenti degli altri sono solo l'espressione sintetica di punti in cui noi siamo deboli». Uno su tutti: la discarica del Limoncino. Dalla sala c'è chi grida che «si è autorizzato una discarica su un terreno delicato dal punto di vista idrogeologico». Il sindaco controbatte che «i tecnici del Comune non dicono questo, comunque qui il problema non è tecnico, ma tutto politico. C'è da dare una risposta ai bisogni della città, lì andrebbero a finire rifiuti non pericolosi. Abbiamo sì o no il coraggio di decidere cosa vogliamo mettere in quella cava?». Tasto dolente.  Romano? Un Narciso. Ed Evangelisti ci ha dato dei disonesti. A questo punto il sindaco si lascia scappare che «dopo il sequestro della cava, se Romano invece di brindare avesse fatto un bel comunicato in cui rivendicava un certo percorso sui codici di rifiuto, come indicato anche dal consiglio comunale, avrebbe segnato un gol. Invece gli è piaciuto fare il Narciso e ha segnato un autogol». «Poi - ricostruisce davanti ai dirigenti del partito - è venuto il segretario regionale, Evangelisti, che ha fatto un errore drammatico: ha detto «siamo il partito di Berlinguer», scatenando l'ira di tutti. È chiaro che questo è un giudizio di disonestà perché l'icona dell'etica in politica è Berlinguer». «Con gli alleati - chiude - dobbiamo fare una riflessione seria, perché oltre alle questioni di merito c'è un codice comportamentale da rispettare».   Ma il vero tradimento è il circolo Atl. Su Idv c'è ancora qualche sasso nella scarpa del sindaco, che fa capire che «più che il brindisi al Limoncino, mi ha fatto arrabbiare il circolo del lavoro aperto da Idv all'Atl». Circolo che il capogruppo, Andrea Romano, aveva dichiarato espressamente di avere aperto dopo l'altolà rifilato dai dipietrsiti livornesi al percorso verso la gara regionale per il trasporto pubblico discusso in consiglio: «Dopo quella discussione gli iscritti dentro Atl sono passati da 2 a 12...». «È un tradimento della coalizione - attacca Cosimi - come è possibile che si faccia una battaglia insieme a livello nazionale, si voti in un certo modo a livello regionale, si decida (anche loro) di fare un'azienda unica in Toscana che salvi i posti di lavoro e poi sul territorio dicono altro: "Tutto pubblico, tutto pubblico" e guadagnano iscritti».  Quanto può reggere la coalizione? Il riferimento non è casuale. Perché subito dopo le parole volano alle scelte a cui potrebbero essere chiamati amministrazioni e partiti nei prossimi mesi. Decisioni che rischiano di trovare muri altissimi e quindi nuovi scontri nel centrosinistra. Quanto reggerebbe la coalizione? «Siamo in un momento difficilissimo per il Paese - sottolinea Cosimi - in tre anni i tagli su questo Comune sono di 25 milioni di spesa pubblica. Quello che uscirà tra pochi giorni potrebbe risolverci un problema politico: il rapporto pubblico/privato, ad esempio acqua pubblica/acqua privata. Se la Lega non fa saltare il testo che abbiamo sul maxi emendamento alla legge di stabilità sui servizi pubblici, ci sono cinque anni di vantaggi fiscali per privatizzare le aziende». Pausa e sguardo agli iscritti: «Noi cosa facciamo? Anche nell'allenza che discussione impostiamo?». «Stiamo parlando - riprende - di vantaggi fiscali, possibilità per il pubblico di mantenere elementi di controllo sui servizi e governance al privato. Diciamo di no?». «È su queste questioni - chiosa - che dobbiamo tenere unita la coalizione. Sul resto non me ne frega nulla. Tanto la gente in questa città cerca il Pd e se si fa bene o si fa male nella coalizione, finché abbiamo sindaco e presidente della Provincia, la responsabilità è del Pd».  Sullo stesso testo di cui parla il sindaco, il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, dice subito che «la prossima maggioranza di governo dovrà ribaltare tutto: sui servizi pubblici locali non si può fare mezzo passo indietro rispetto al referendum». Come volevasi dimostrare: se nella coalizione piove di quel che tuona...

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