Cade nei fossi, lo salva la polizia
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VIA CASTELLI. Il fosso sul Pontino dove è successo il fatto Separato, vive in una barca. Due ore in acqua impigliato in una corda
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LIVORNO. Separato dalla moglie, resta senza casa e trova riparo in una barca. Ma mentre sta andando a dormire, mette un piede in fallo e cade nel fosso di via Castelli. Vi resta due ore e mezza, finché una donna sente il suo grido di richiamo e allerta la polizia. Lo salvano quattro agenti delle volanti. Il giovane, nordafricano di 33 anni, è stato portato in ospedale con un principio di ipotermia. Questo è quanto ha accertato la polizia, ma il giovane ha affermato di essere stato aggredito. Fatto sta che ha rischiato la vita. È successo ieri notte intorno alle 4. Il 33enne si trova sulla passerella pedonale del fosso di via Castelli. A un tratto si ritrova in acqua e, cadendo, la gamba gli resta incastrata in una fune attaccata alla barca. E lui non riesce più a muoversi. Per due ore e mezzo resta bloccato quasi interamente in acqua. E a fatica tiene la testa alta, grazie alla corda, per non affogare. Il tempo passa, sono le ore più fredde e il 33enne comincia ad andare in ipotermia. Invano grida, cercando di attirare l'attenzione dei passanti. Poi finalmente, alle 6 passa una donna, che si accorge del grido ormai flebile del nordafricano. Scatta l'allarme alla polizia, che a sua volta allerta il 118. Arrivano subito 4 agenti delle volanti che formano una catena umana e riescono a trarre in salvo il magrebino, ormai allo stremo. Le operazioni sono difficoltose perché l'uomo è incastrato. Complicato anche il soccorso dell'ambulanza: la barella non passa nella stretta passerella. Dopo vari tentativi, i volontari del 118 riescono a caricare l'uomo sulla lettiga e lo portano in ospedale. l.l.
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