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Livorno

"Mio figlio escluso dai campionati giovanili: per loro è grasso"

"Mio figlio escluso dai campionati giovanili: per loro è grasso"

La lettera di un genitore che racconta un episodio molto spiacevole: il ragazzo di 12 anni sarebbe stato estromesso dai campionati fair-play per colpa - alla sua età - di qualche chilo di troppo: ecco la lettera

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Caro Tirreno,

mi chiamo Alberto e sono semplicemente un genitore, abito a Livorno nei pressi della stazione sono un appassionato di calcio, di quello vero, del bel gioco, dei valori che rappresentava una volta questo meraviglioso sport che io ho praticato da giovane.

Vi scrivo proprio in virtù di questa passione che mi animava e mi dava gioia nel veder giocare mio figlio che attualmente ha 12 anni. La società in cui gioca di cui non menziono il nome per ovvi motivi e per rispetto degli altri bimbi che vi ci giocano, ha pensato bene tramite il suo allenatore di estromettere mio figlio dalle partite di campionato.

Il campionato è arrivato alla sua 6ª giornata, delle 5 precedenti mio figlio non mai è stato convocato. Non è mai mancato a un allenamento, si impegna, si divertiva anche, tutti i bimbi avevano un bel rapporto e in virtù di questo l'anno scorso, contro tutti i pronostici, hanno anche vinto un torneo.

"Lavoro di squadra" avrebbe detto un allenatore di serie superiore. Anche se non ho mai parlato con l'allenatore di cose riguardanti convocazioni o giudizi sulle partite (ero un bravo genitore), questa volta ho dovuto farlo perché mio figlio tornava dagli allenamenti piangendo. Educatamente e alla presenza di un dirigente ho chiesto motivazione del motivo perché nonostante la squadra vantasse 18 giocatori ne venivano convocati non più di 16-17 con una sola costante in negativo, mio figlio! Mai una convocazione!

Spiegazione dell'allenatore, cito testualmente: "Suo figlio ha qualche chilo in sovrappeso". Mi sono chiesto tra me e me se a 12 anni un bimbo alto e di ossatura robusta più della media (3Kg in più per la sua altezza) nel pieno dello sviluppo si potesse definire in sovrappeso, ma per educazione ho risposto: "Ma non pensa che non essere mai convocato gli possa far passare la voglia di amare il calcio più che stimolarlo?" Risposta dell'allenatore: "Forse, ma ci sono tanti sport e per il calcio per me non è adatto".

Questo è un esempio di fair-play con finalità tecniche didattiche e sociali? Sono questi i valori che si prefigge di trasmettere il settore giovanile della Figc? Ebbene, questo mi permetto di dirlo, io non credo che dovrebbero essere questi i valori di una delle più floride scuole calcio di Livorno!

Scusate se vi ho tediato più di tanto, ho scritto anche a tutti gli indirizzi che ho trovato sulla Figc: se volete e potete, cercate di regalare un po' di gioia al prossimo bambino che si approccerà al calcio in quella società, visto che per mio figlio il calcio ha cessato di essere il suo sport.

Alberto, un genitore di un ex giocatore del campionato

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