Il Tirreno

Livorno

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente del Venturina. L’accusa è di falso e truffa

Crac da 5 milioni, commercialista nei guai

<b>NEI GUAI </b>Il commercialista Riccardo Donati 47 anni
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NEI GUAI Il commercialista Riccardo Donati 47 anni

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 LIVORNO. Una truffa da 5 milioni. È l'accusa per la quale il pm Massimo Mannucci ha chiesto il rinvio a giudizio di Riccardo Donati, 47 anni, noto commercialista che averebbe omesso il pagamento dell'Iva dell'Irpef per conto dei propri clienti fino al dicembre del 2009.  Una voragine la cui entità solo in parte è stata accertata. Sono 88, infatti, i clienti elencati. Molti non sono stati in grado di presentare prove ed altri hanno non hanno esposto denuncia. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Riccardo Incerti, 45 anni, titolare di un impresa di laterizi di Venturina. Incerti, che risulta danneggiato dalle attività di Donati per oltre 293mila euro, avrebbe acquistato nel dicembre 2007, prima della scoperta del crac una quota del 33,33% della Rial, una società alla quale Donati aveva conferito beni per un milione e 927mila euro, pagandola una cifra di gran lunga inferiore al suo valore. Questo avrebbe consentito di distrarre i beni dal successivo fallimento dello studio.  Il nome di Riccardo Incerti, residente a Campiglia Marittima ed ex presidente del Veturina calcio, non era finora comparso dalle notizia filtrate dall'indagine condotta dalla guardia di finanza, che già da mesi stava rovistando nella carte dello studio Donati quando nell'ottobre del 2009 la vicenda esplose in modo dirompente.  Decine di imprese si ritrovarono improvvisamente in un mare di guai, incalzate dal Fisco che richiedeva il pagamento di imposte non versate. Donati infatti, secondo il pm, avrebbe contraffatto i modelli di pagamento F 24 indicando versamenti maggiori di quelli effettivi. Dai clienti (e da qui l'accusa di truffa) si sarebbe fatto consegnare i denaro per imposte e contributi secondo le normali spettanze, per un importo che è stato finora accertato in 5.002.736 euro. Cifra di cui, omettendo il pagamento, si sarebbe appropriato.  Ovviamente i clienti non avrebbero dovuto sapere. Per questo il commercialista, che rilasciava ricevuta delle somme a lui consegnate, aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate di ricevere per via telematica allo studio le comunicazioni relative alle dichiarazioni.

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