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«L'Asl non esiste più, ogni zona fa da sé»
Duro attacco della Uil, che propone una mobilitazione
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LIVORNO. «Non esiste più la Asl 6»: questa l'affermazione provocatoria fatta dalla Uil per denunciare che «i temi della programmazione sanitaria della Asl 6 non sono nelle mani della Conferenza dei sindaci». Uil fa notare come, dalle notizie degli ultimi giorni risultano accordi diretti fra la Regione e i sindaci (per l'Elba) e con il movimento pro-ospedale per l'area della Val di Cecina. «In pratica ogni zona dell'Asl fa da sé. La Regione viceversa - prosegue Paolo Camelli, della Uil - dovrebbe avere interesse a mantenere ferma la barra al centro della programmazione unitaria aziendale e di rete in Area Vasta». La Uil Fpl riunirà venerdì 4 novembre un incontro di tutti i suoi delegati per la zona dell'Asl 6. All'ordine del giorno c'è anche una raccolta firme per presentare un emendamento al piano sanitario regionale per «abolire le compensazioni tra le Asl e le aziende ospedaliere e al loro posto istituire un fondo incentivante per i medici che sono disponibili a lavorare nei presidi della loro Area Vasta. I direttori delle aziennde ospedaliere sono tenuti a sospendere le retribuzioni di funzione a medici che svolgono la loro attività libero professionale in competizione con i servizi degli ospedali di zona». E, proprio sulle fughe dall'Asl 6 insiste Camelli. «610 milioni di euro - scrive Camelli - sono il bilancio aziendale: di questi 120 milioni non sono disponibili per i cittadini perché 86 milioni se ne vanno per pagare l'azienda ospedaliera pisana per le prestazioni che eroga, in regime di concorrenza, e 36 milioni sono il taglio derivato dalla finanziaria nazionale». Sul funzionamento degli ospedali, la Uil fa notare che «la Asl 6 spende 340 milioni di euro, ossia il 56% del bilancio (il 13% in più della media toscana). È come se nell'Asl 6 ci fossero 6 ospedali: una vera follia, che viene pagata dai servizi territoriali a cui non vengono destinate le risorse necessarie. Per discutere della gestione finanziaria e dei servizi offerti da Asl 6, dopo la riunione dei delegati, la Uil organizzerà «tutte le iniziative necessarie a riportare il confronto sulla sanità a un tavolo con la Conferenza dei sindaci, l'Asl 6 e la Regione». Proprio per questo Uil ha intenzione di proporre a Cisl e Cgil la proclamazione di un giorno di mobilitazione per la fine di novembre. (a.c.)
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