Il timore di via Grande «In eternit la copertura dell'ex Gran Guardia»
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Alcuni particolari delle coperture del tetto della Gran GuardiaC'è preoccupazione tra i residenti dei palazzi vicini per le polveri che potrebbero staccarsi dalle lamiere
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Quelle coperture sono davvero fatte di amianto? Chi deve provvedere alla rimozione dell'eternit? Quanto è pericolosa la situazione per la salute dei cittadini? Questo si chiedono abitanti e professionisti del condominio di via Grande 129. Un edificio che confina con la Gran Guardia. E i tetti dell'ex cinema-teatro sembrano proprio costituiti dal temibile materiale. Da anni i residenti denunciano il pericolo. Ma le loro domande sono tuttora senza risposta. Bruno Fontanelli ci fa entrare nel suo appartamento al sesto piano.
«È una vergogna», commenta Fontanelli, mostrandoci le carte dell'iter della vicenda. Il 5 maggio 2009 gli abitanti e i titolari degli studi del palazzo inviano una prima denuncia all'Ufficio Ambiente e all'Ufficio Sanità Pubblica. I firmatari del documento scrivono di essere preoccupati per la propria salute. Ciò che più spaventa i cittadini sono proprio le polveri distaccatesi dalle lamiere, spinte dal vento contro le case. Nell'esposto i residenti chiedono l'accertamento della natura delle coperture della Gran Guardia, che per colore, forma e dimensione fanno pensare senza troppi dubbi all'eternit. Il 22 giugno 2009 viene eseguito un sopralluogo da parte di un tecnico incaricato dall'Ufficio Sanità Pubblica.
L'incontro si conclude con la promessa di un intervento entro i successivi 8 mesi, per una verifica più approfondita e un prelievo delle polveri. «Da quel giorno solo tanto silenzio», racconta Fioramante Barbieri, altro condomino dello stabile. Nel giugno 2010 viene fatta un'altra denuncia, indirizzata ai precedenti destinatari. Risultato: nessuna risposta. La questione, insomma, ha del paradossale. Sono passati più di tre anni e ancora non è stata accertata con sicurezza la natura di quelle lastre, potenzialmente molto dannose per la salute. Alle vecchie domande si aggiungono ora nuovi interrogativi. Cosa accadrà quando la Gran Guardia sarà smantellata? Chi garantirà le misure di sicurezza per l'incolumità degli abitanti?
«È una vergogna», commenta Fontanelli, mostrandoci le carte dell'iter della vicenda. Il 5 maggio 2009 gli abitanti e i titolari degli studi del palazzo inviano una prima denuncia all'Ufficio Ambiente e all'Ufficio Sanità Pubblica. I firmatari del documento scrivono di essere preoccupati per la propria salute. Ciò che più spaventa i cittadini sono proprio le polveri distaccatesi dalle lamiere, spinte dal vento contro le case. Nell'esposto i residenti chiedono l'accertamento della natura delle coperture della Gran Guardia, che per colore, forma e dimensione fanno pensare senza troppi dubbi all'eternit. Il 22 giugno 2009 viene eseguito un sopralluogo da parte di un tecnico incaricato dall'Ufficio Sanità Pubblica.
L'incontro si conclude con la promessa di un intervento entro i successivi 8 mesi, per una verifica più approfondita e un prelievo delle polveri. «Da quel giorno solo tanto silenzio», racconta Fioramante Barbieri, altro condomino dello stabile. Nel giugno 2010 viene fatta un'altra denuncia, indirizzata ai precedenti destinatari. Risultato: nessuna risposta. La questione, insomma, ha del paradossale. Sono passati più di tre anni e ancora non è stata accertata con sicurezza la natura di quelle lastre, potenzialmente molto dannose per la salute. Alle vecchie domande si aggiungono ora nuovi interrogativi. Cosa accadrà quando la Gran Guardia sarà smantellata? Chi garantirà le misure di sicurezza per l'incolumità degli abitanti?
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