Il presidio
Fermata del bus in mezzo alla strada
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La fermata dell’autobus in via QuaglieriniLa protesta: «In via Quaglierini, zona porto industriale, non ci sono né pensilina né strisce pedonali. Bisogna fare lo slalom tra le auto»
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Probabilmente nessuno, guardando l'immagine qui a fianco, sarebbe in grado di capire qual è l'argomento al centro di questo servizio. Si tratta di un capannone abbandonato? Sbagliato. Allora una strada dissestata? Neanche. Forse un incrocio pericoloso? Sì, ma non esattamente. Luca Maselli ha scattato questa foto in via Ettore Quaglierini, zona porto industriale di Livorno. E l'istantanea raffigura...la fermata dell'autobus. In effetti manca qualcosa: manca la pensilina, mancano i cartelli, manca la segnaletica orizzontale. Ma, peggio ancora, in questa parte della città manca persino la linea Atl.
«Il porto industriale non è più raggiungibile con i mezzi Atl - spiega il lettore - ma solo con quelli Cpt di Pisa. La fermata Cpt è situata in quel punto, e un utente del trasporto pubblico deve letteralmente scavalcare il guard-rail e correre il rischio di farsi investire passando in mezzo di strada». Un doppio, grave disagio insomma, che il cittadino ha segnalato nell'inchiesta online del Tirreno, dedicata proprio ai mezzi di trasporto pubblico.
«La vera sfida non è portare gli utenti solo nella zona accentrata della città - afferma Luca - ma far raggiungere anche le parti più esterne a tutti coloro che ne hanno bisogno». Per arrivare nei pressi del Varco Galvani, al contrario, è necessario fare una pericolosa corsa ad ostacoli, camminando per ben dieci minuti a piedi in mezzo ad asfalto, terra e, in caso di pioggia, fango. Che non ci sia una fermata dedicata di un autobus Atl, in una zona comunque nevralgica, dove transitano centinaia di lavoratori, pare francamente inaccettabile. «A questo punto - conclude il lettore - mi chiedo a cosa serva pagare le tasse, se non si può avere neanche un sistema di trasporto pubblico efficiente, che liberi la città dallo smog e dal traffico». G.C.
«Il porto industriale non è più raggiungibile con i mezzi Atl - spiega il lettore - ma solo con quelli Cpt di Pisa. La fermata Cpt è situata in quel punto, e un utente del trasporto pubblico deve letteralmente scavalcare il guard-rail e correre il rischio di farsi investire passando in mezzo di strada». Un doppio, grave disagio insomma, che il cittadino ha segnalato nell'inchiesta online del Tirreno, dedicata proprio ai mezzi di trasporto pubblico.
«La vera sfida non è portare gli utenti solo nella zona accentrata della città - afferma Luca - ma far raggiungere anche le parti più esterne a tutti coloro che ne hanno bisogno». Per arrivare nei pressi del Varco Galvani, al contrario, è necessario fare una pericolosa corsa ad ostacoli, camminando per ben dieci minuti a piedi in mezzo ad asfalto, terra e, in caso di pioggia, fango. Che non ci sia una fermata dedicata di un autobus Atl, in una zona comunque nevralgica, dove transitano centinaia di lavoratori, pare francamente inaccettabile. «A questo punto - conclude il lettore - mi chiedo a cosa serva pagare le tasse, se non si può avere neanche un sistema di trasporto pubblico efficiente, che liberi la città dallo smog e dal traffico». G.C.
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