Il Tirreno

Livorno

Il Pd cerca il segretario a Cecina

<b>TOTO-LEADER.</b> A destra: il primo &egrave; Samuele Lippi, il secondo &egrave; Alessio Ciampini
◗
TOTO-LEADER. A destra: il primo è Samuele Lippi, il secondo è Alessio Ciampini

In pole position Lippi, anche De Filicaia e Ciampini fra i papabili

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Potrebbe arrivare da Cecina il nuovo segretario territoriale del Pd: in pole position per prendere il posto di Di Rocca c'è Samuele Lippi, 39 anni, dipendente di Unicoop Tirreno, moglie maestra d'asilo e due figli, riconfermato nell'autunno scorso coordinatore comunale a Cecina.  Non è però l'unico nome in pista: settori dell'ala più dura nei riguardi di Cosimi hanno apprezzato il piglio con cui Yari De Filicaia, 35 anni, manovratore di gru in porto alla calata Orlando, attualmente segretario cittadino, ha gestito il rapporto con Palazzo civico nei giorni caldi della crisi e non vedrebbero male la sua ascesa al rango di leader territoriale di tutta la fascia costiera da qui a Castagneto.  Non è però escluso una sorta di tandem: con Lippi al timone della federazione e De Filicaia alla guida dell'organismo comunale ma con la possibilità di giocare un ruolo politico assai più incisivo di quel che finora hanno giocato i segretari cittadini.  In lizza anche Alessio Ciampini, 27 anni, al vertice dell'organizzazione di partito dopo esser stato responsabile delle ex feste dell'Unità: è considerato a Livorno l'under 30 emergente all'interno dell'organigramma Pd. Altri ancora indicano il nome di Marco Cavicchi, che non solo è stato presidente della circoscrizione 4 ma adesso era nel team di segreteria al fianco di Di Rocca come responsabile del settore economia e servizi.  Va detto tuttavia che in casa Pd molti esponenti di vertice tirano il freno: niente rincorse né frenesie, è troppo presto per lanciare già la corsa alla segreteria. Benché possa sembrare sorprendente, molti consiglieri comunali Pd ieri mattina giuravano di aver saputo delle dimissioni dai giornali: per quanto l'indebolimento di Di Rocca fosse storia delle ultime settimane, significherebbe che le dimissioni sono state una accelerazione improvvisa.  La lunga bagarre che ha preceduto l'elezione di Di Rocca insegna che chi entra in conclave come quasi-papa, spesso non ce la fa. A giocare in favore di una chiusura rapida è però il fatto che sono appena stati rimessi insieme i cocci della crisi di giunta e adesso le varie anime del governo locale si ritrovano a fare i conti con il contraccolpo di un avvicendamento obbligato anche nella plancia di comando del partito-guida.  Più o meno lunga che sia, c'è da decidere chi gestisce la fase di interregno. Da un lato, nello stato maggiore del Pd territoriale l'uscita di scena di Di Rocca potrebbe aprire spazi per la coordinatrice Marida Bolognesi, come chiedono i filo-Franceschini dei quali è la numero uno.  Eppure dal conclave dei segretari delle Unione comunali, convocato da Di Rocca per comunicare la propria intenzione di lasciare, emerge una sottolineatura un po' diversa che sembra prefigurare invece qualcosa di simile a un direttorio dei responsabili cittadini: fino all'elezione del nuovo segretario territoriale, i segretari degli organismi cittadini «unamini, garantiranno la tenuta e il governo del Pd livornese». M.Z.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli