Il Tirreno

Livorno

La crisi di giunta, la rinuncia a far parte della squadra di Cosimi, la resa dei conti nel partito

Un braccio di ferro che durava da Ferragosto

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 LIVORNO. Pochi giorni dopo Ferragosto esplode il caso di Claudio Ritorni: l'assessore allo sport e alle partecipate - punta di diamante del Pd nella giunta Cosimi - si dimette dopo che il sindaco decide di rinviare la decisione sulla variante dell'ippodromo-parco Ceschina. Il sindaco coglie al balzo le dimissioni di Ritorni per mettere mano al rimpasto della giunta. Anzi, fa di più: la congela e riassume tutte le deleghe. Una decisione di cui non informa il partito che, anche per questo motivo, non la prende affatto bene.  Filippo Di Rocca non nasconde il disappunto e convoca con urgenza il sindaco in federazione per avere chiarimenti. Il Tirreno titolò "Il Pd processa Cosimi", ma nel volgere di pochi giorni a finire sotto processo è stato proprio Di Rocca. A partire da quella riunione, infatti, comincia a rimbalzare la notizia dell'ingresso del segretario in giunta. Di Rocca per diversi giorni dice "no grazie", poi di fronte al continuo tam-tam affida la sua indisponibilità ad entrare nella squadra di governo cittadino a un comunicato ufficiale. Cosimi ufficialmente tace, ma non fa nulla per smentire le voci di un ingresso di Di Rocca in giunta. Il braccio di ferro va avanti per giorni, poi Cosimi rompe gli indugi e chiede al Pd di dare un segnale forte di partecipazione al rilancio dell'attività amministrativa del Comune. Chiede che il partito metta a disposizione le sue risorse migliori e il partito accetta.  Ma a quel punto il Pd pretende per Filippo Di Rocca la poltrona di vicesindaco: il sindaco sente aria di commissariamento e dice no, il segretario comunale Yari De Filicaia allora fa un passo indietro. «Non ci sono le condizioni per un ingresso in giunta di Filippo Di Rocca». Cosimi la prende malissimo e mette mano al rimpasto indebolendo il peso del Pd: un assessore in meno e deleghe di minor prestigio a Paola Bernardo, l'altro elemento di spicco del Pd in giunta.  Una parte del Pd non accetta il responso e accusa Di Rocca di essere responsabile di questa situazione per aver rifiutato di entrare in giunta. Di Rocca sente crescere la sfiducia ogni giorno che passa: è la fine.

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