Senza casa e senza lavoro E i due fidanzati dormono in una tenda sulla spiaggia
Giorgio Carlini
Giornate trascorse in cerca di un impiego «Ma le delusioni si accumulano, nessuno ci aiuta»
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LIVORNO. Spiaggia libera del Calambrone. Il sole comincia a tramontare. Due ragazzi piantano una tenda poco distante dal mare. Preparativi per una spiaggiata di fine estate? No, quella tenda nasconde piuttosto un disagio sociale. Per Emanuele Corucci e Cinzia Pieri questa non è un'occasione di festa, ma una situazione di emergenza. Che sono costretti ad affrontare ormai da giorni. I due fidanzati sono entrambi disoccupati. E adesso non hanno neanche un posto dove poter vivere. Fino a una settimana fa Cinzia, 27 anni, abitava con i genitori. Mercoledì scorso, però, ha deciso di andarsene di casa. Ha detto "basta" dopo anni difficili, passati a fare i conti con problemi familiari, che non dipendevano da lei, e che nell'ultimo periodo si erano fatti insopportabili. «In casa andavo solo per dormire - spiega la giovane - Le mie due sorelle hanno avuto la fortuna di poter stare dai fidanzati, io e il mio ragazzo purtroppo non abbiamo questa possibilità. Non abbiamo proprio niente, a dire il vero». Perché anche Emanuele attraversa un momento difficile: 36 anni, tanta voglia di lavorare per badare a se stesso e alla sua compagna, ma ormai da mesi senza un impiego fisso. «Sono stato tre anni fuori dall'Italia - racconta - Ho vissuto in Lussemburgo, dove ho fatto il barista, il cameriere, l'operaio, e altri lavoretti». In seguito ha deciso di tornare nel "bel paese", con la speranza di trovare un'occupazione fissa nella ditta edile di proprietà del fratello. I presupposti c'erano tutti. Poi è arrivata la crisi, e le cose non sono andate come immaginava. «L'attività è peggiorata, il personale è stato ridimensionato, e la nuova esperienza per me non è mai cominciata». Emanuele ha trascorso le notti degli ultimi mesi a casa del fratello o degli amici. Ora che anche Cinzia è nella stessa condizione, vogliono trovare insieme una soluzione. Che per il momento è una tenda montata in una spiaggia libera. «Siamo alla ricerca di una roulotte, ma non possiamo sostenere i prezzi che ci hanno chiesto». I due non hanno mai smesso di cercare un impiego. Ma da mesi fanno i conti con la dura realtà del mondo del lavoro. Per quanto volenterosi, ancora non hanno ottenuto niente. «Passiamo le nostre giornate a consegnare i curriculum all'agenzia interinale e nei negozi. Negli ultimi due giorni ne abbiamo distribuiti più di 40. Non abbiamo grosse pretese, faremmo qualsiasi cosa pur di superare questo momento critico». Emanuele e Cinzia non si abbattono, ma non nascondono le loro preoccupazioni e la loro disperazione. Le istituzioni, dicono, spendono solo parole e promesse che non vengono mantenute. «Noi vogliamo lavorare, vogliamo che ci sia data l'opportunità di farlo - concludono i due ragazzi - Il lavoro e la casa dovrebbero essere un diritto per tutti. E in qualche modo questo diritto ce lo riprenderemo».
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