Il Tirreno

Livorno

Annalisa, un tornado col rimmel

Mario Orsini
Annalisa, un tornado col rimmel

La versiliese che si allena a Livorno strappa il tricolore dei supermedi alla Pilo. Una vera e propria impresa che lancia la ragazza verso le Olimpiadi di Londra 2012

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Sul podio tricolore femminile dei supermedi. Annalisa Ghilardi, versiliese di Stiava e livornese d'adozione, domenica a Barge (Cuneo) ha battuto Patrizia Pilo.

O se preferiamo la campionessa più rappresentativa del pugilato femminile nazionale, da anni capitana della pattuglia azzurra. Sulla vittoria di Annalisa nessun dubbio, sebbene arbitro e giudici gliel'abbiano assegnata in maniera un pò risicata. «Annalisa ha vinto in maniera netta le prime tre riprese e solo nella quarta ha avuto qualche piccolo passaggio a vuoto», le parole del presidente dell'Apl Tancredi Gioia. Sulla stessa lunghezza d'onda Luca Tassi che con Gianluca Urbani l'ha guidata dall'angolo nella sfida tricolore. «Ai campionati italiani non avrebbe neppure dovuto andarci. Quando abbiamo presentato l'iscrizione qualcuno ha storto la bocca non ritenendola all'altezza. Invece, tra le sedici corde ha smentito tutti, con una prestazione stupenda. Per noi questo titolo vale il doppio perché ha battuto la super esperta capitana della nazionale. Questo successo dovrebbe aprirle di diritto le porte della nazionale e, forse, se si confermerà, spalancarle quelle di Londra 2012».

Per Annalisa Ghilardi, martedì sera, alla sede Apl presso l'ex caserma Lamarmora, un'accoglienza da star. Appena varcata la porta è stata letteralmente sommersa d'applausi. Lei che oltre che sul ring è campionessa di semplicità, di gentilezza, garbo e cordialità non ha retto l'impatto. Sul bel volto è spuntata qualche furtiva lacrima e le parole, per l'emozione, le uscivano di bocca con difficoltà. «Io sono solo la parte terminale di un lavoro d'equipe. Il merito di questa vittoria va ai miei allenatori Gianluca Urbani e Luca Tassi, a Gigi Tassi per i suoi preziosi consigli in palestra e le urla d'incoraggiamento durante l'incontro con la Pilo. A mamma Morena e a mio fratello Andrea che hanno sempre creduto in me, ai miei colleghi di lavoro che mi hanno consentito di allenarmi con continuità e mi hanno sempre incoraggiato e poi a tutti i pugili di questa splendida società che, fin dal primo giorno mi ha accolto a braccia aperte e mi ha fatto sentire a casa. Infine e non per ultimo al mio fidanzato Sergio che tutti i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì, mi ha fatto da autista per consentirmi di venirmi ad allenare a Livorno».

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