Il Tirreno

Livorno

Fiorentina insorge «Basta promesse occuperemo le case»

Juna Goti

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 LIVORNO. «A fine settembre sarà tutto pronto per il trasferimento delle prime famiglie da via Giordano Bruno». Lo aveva assicurato il sindaco Alssandro Cosimi lo scorso 27 maggio davanti alla quarta commissione di Palazzo civico. Ma la variante Abitare sociale necessaria a far partire l'atteso piano di recupero di Fiorentina non è ancora stata approvata dal consiglio comunale. E i 91 alloggi in fase di realizzazione tra i quartieri nord e la Scopaia sono quasi pronti (mancano solo alcuni interventi di Enel). Dopo le promesse i fatti. Così dal civico 14 di via Bruno arriva una dura lettera indirizzata al sindaco. «Signor Cosimi - si legge - dopo interminabili riunioni (...) il Comune aveva promesso che a settembre ci sarebbero stati i primi trasferimenti, ma non abbiamo ancora avuto risposte rassicuranti sull'assegnazione dei 91 alloggi. Di quale settembre parlavate? Di quale anno?». Pronti a occupare. I venti assegnatari del palazzo (quattro sono proprietari) parlano di una «situazione drammatica» e fanno sapere che intanto è crollata una parte del tetto e si è rotta l'antenna condominiale della Tv: è impossibile ripararla proprio perché gli operai non possono salire sulle tegole pericolanti. «A questo punto, signor Cosimi, bisogna che lei, al più presto, ci risponda. Sappia che noi - avvertono - se non avremo risposta a breve continueremo la nostra protesta. Questa volta con i nostri figli e gli anziani occuperemo parte dei 91 alloggi pronti. Non siamo disposti a trascorrere il nono anno tra allagamenti, muffa e topi».  Tra errori e ritardi. La bozza del piano degli sgomberi per assegnare i 91 alloggi tra Fiorentina (via Bruno, 12) e La Scopaia è praticamente pronta. L'assessore Gabriele Cantù la porterà in giunta tra pochi giorni: negli appartamenti nuovi andranno le dodici famiglie di Casa Firenze (da vendere) e quelle interessate dai piani di recupero di Corea, Shangai (blocco della Chiccaia) e Fiorentina (via Bruno, 14). Il punto è che i ritardi che si stanno accumulando rischiano di far saltare qualche ingranaggio. Cantù cerca di gettare acqua sul fuoco: «Sapevamo che sarebbe stata una corsa contro il tempo, ce la faremo nonostante i ritardi». Ma non nasconde i guai perché: 1) la variante abitare sociale non ha ancora avuto l'ok dal consiglio e ci vorranno settimane; 2) Casalp deve consegnare una relazione tecnica sugli alloggi da evacuare al blocco della Chiccaia; 3) per colpa di ritardi nella progettazione da parte di Casalp, sono fermi gli espropri in via Amendola (Corea) delle famiglie inserite nel piano dei trasferimenti.  Braccio di ferro con i tecnici. I dirigenti di Palazzo civico hanno sollevato alcuni dubbi pesanti come macigni sulla fattibilità di alcuni trasferimenti e, almeno per ora, si rifiutano di mettere la propria firma sulle carte. Il primo problema è che nei palazzi da evacuare ci sono anche inquilini abusivi che, nelle intenzioni del Comune, non avranno diritto alla nuova casa popolare, ma a un alloggio di risulta. «Si è sempre fatto così - ripetono da Palazzo civico - non possiamo lasciarli in mezzo alla strada». Ma i tempi sono cambiati, anche l'emergenza abitativa arranca e i tecnici non vogliono prendersi la responsabilità di assegnare alloggi di fortuna a chi sta occupando alloggi senza averne titolo. Poi ci sono gli inquilini diventati proprietari: l'indicazione politica è di liquidare l'esproprio e assegnare la nuova abitazione (in affitto) dopo una verifica del reddito. Ma l'operazione - anche questa consolidata - non sembra affatto convincere i dirigenti.

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