Il Tirreno

Livorno

Il piano del sindaco passa con tante riserve nella maggioranza

Alessandro Guarducci
Gulì (Pd) Romano (Idv) e, dietro, Lamberti (Confronto) e Latorraca (Pd)
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Gulì (Pd) Romano (Idv) e, dietro, Lamberti (Confronto) e Latorraca (Pd)

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 LIVORNO. Dopo due distinte sedute (venerdì scorso e ieri mattina) e un dibattito che ha fatto registrare più di quaranta interventi, il consiglio comunale ha approvato - nel giorno dell'insediamento in giunta dei neoassessori Luca Bogi e Mauro Grassi - il documento politico-programmatico presentato dal sindaco Alessandro Cosimi a chiusura della "crisi" che si era aperta un mese fa con le dimissioni dell'assessore Claudio Ritorni.  I voti a favore sono stati 21: quelli del Pd e dell'Idv (il capogruppo di Sel, Lamberto Giannini, ha dovuto assentarsi per impegni professionali); 11, invece, i voti contrari (Città Diversa, Pdl per taradash sindaco, Pdl, Rifondazione- Comunisti italiani e gruppo misto); un solo astenuto, Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno).  Cosimi non è quindi riuscito ad allargare il consenso oltre i confini della attuale maggioranza. Ed era difficile che potesse farlo con quel documento programmatico che, a molti osservatori, è sembrato assomigliare tanto a una macedonia di buone intenzioni, destinate però a rimanere tali. «È un documento che brilla per la sua genericità», ha per esmepio chiosato Gianfranco Lamberti, che poi si è astenuto solo perchè il sindaco si è impegnato - anche se non c'è stato un atto formale - a verificare tutto ciò che è possibile fare nell'area dell'ippodromo - parco della Ceschina con gli attuali strumenti urbanistici (cioè senza ricorrere alle varianti urbanistiche); a non procedere alla privatizzazione della Porto 2000 prima delle operazioni urbanistiche di valorizzazione; a presentare, nel rispetto delle scadenze previste, i progetti sul centro riguardanti la riqualificazioni, i parcheggi e la mobilità.  Ma anche nella maggioranza il documento ha sollevato non poche perplessità. Lamberto Giannini, altro esempio, ha definito la sua «una posizione di dissenso interno», spiegando poi che «la premessa del documento è condivisibile ma troppo semplicistica» per aggiungere, infine, «che non chiude le questioni aperte e che perciò può essere considerato un punto di partenza per il miglioramento della città».  Anche Vladimiro Del Corona, consigliere del Pd, ha espresso diversi dubbi. «Ora è il tempo dei fatti - afferma - di dimostrare che dal grigiore generale si passa a qualcosa di importante e di credibile. Confido che il documento non mi convince granchè, ma le firme sono una garanzia». Dichiarazioni non proprio rassicuranti per il sindaco, tanto che Luano Fattorini - dai banchi di Città Diversa - non ha avuto difficoltà a sottolineare «che molti consiglieri stanno aderendo a questo documento con molte riserve. Fin troppe perchè si possa dire che la maggioranza è stabile».  È in questo clima che Andrea Romano (Idv) ha subito messo in chiaro le sue intenzioni: «Abbiamo fatto tre richieste precise al sindaco, su acqua pubblica, gestione dei rifiuti e mobilità urbana. Questi tre punti sono stati inseriti nel documento di coalizione ed il sindaco si è impegnato a realizzarli: partirà subito un progetto per ripubblicizzare Asa; inoltre il nuovo assessore all'ambiente Grassi dovrà far partire subito la raccolta differenziata dei rifiuti porta-a-porta; Bettini dovrà invece alleggerire il traffico in via Grande e in centro, rilanciando il trasporto pubblico mentre il vicesindaco Bogi dovrà realizzare il distretto delle energie rinnovabili pulite, a costo di modificare in anticipo lo strumento urbanistico». Eppure Alessandro Cosimi sostiene che con questo documento «il rapporto con la maggioranza e con il Pd si è consolidato». Vedremo...

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