Italia
DAL RACCONTO
Io, uno spaventapasseri chiamato Fortune
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PIERA VENTRE. originaria di Napoli, a Livorno dall87 lavora come logopedista 1 MINUTI DI LETTURA
Qui di seguito l'estratto di un racconto del libro di Piera Ventre "Alisei". Si intitola Fortune. Me lo diceva sempre, mia madre. Vali niente. Guardati Fortune, diceva, Sembri uno spaventapasseri con queste treccine ispide come le stoppie del mais. Ingollava qualche sorso di tè annacquato e rideva. Fortune. Il nome che aveva scelto per me sembrava uno scherzo. Ma come si fa, mi chiedo ora, a chiamare qualcuno così? Quando la signora Higgins mi mise per la prima volta tra le sue braccia secche, ripulita alla bell'e meglio dal sangue e dal muco, lei, mia madre, disse Questa bambina è più brutta d'una scimmia denutrita. Ovviamente non sono cose che io possa ricordare. Né tantomeno la signora Higgins, un muffin ripieno di buoni sentimenti e di pietà universale fino a che ha avuto abbastanza fiato per respirare, si sarebbe mai sognata di confessarmi quella frase che le arrivò, come un bastone infuocato, sulla schiena ricurva. Fu mio padre, poco prima che il fegato gli scoppiasse come un palloncino troppo gonfio, a raccontarmelo. E non so neppure bene perché lo fece, visto che a quel tempo non aveva più alcuna importanza. Credo che decise di chiamarti Fortune, disse mentre era steso nel letto di ferro dell'ospedale della contea di Tallapoosa, Perché pensava fosse di questo che tu avessi bisogno. Di fortuna.
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