Il Tirreno

Livorno

Precipita nella stiva Un pancale lo salva attutendo il colpo

Lara Loreti
Un infortunio in nave (Foto archivio)
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Un infortunio in nave (Foto archivio)

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 LIVORNO. Un volo di 8 metri nella stiva di una nave. Un piede in fallo e Walter Tarrini, portuale di 33 anni, precipita e batte la testa. Tutti col fiato sospeso ad aspettare che il collega sia tirato su dai soccorritori della Svs e dai vigili del fuoco. Un salvataggio difficile quello di ieri mattina alla calata Lucca, nella sponda est della Darsena Toscana, varco Galvani.  Sono le 11.30. Il portuale, residente in via Romagnosi, è al lavoro: con i colleghi sta movimentando un grosso tubo di ferro con l'ausilio di una gru. A un tratto indietreggia leggermente e mette un piede nel vuoto. È un attimo. Walter precipita nella stiva. La profondità è di circa otto metri, ma la fortuna è che la caduta viene attutita dalla presenza di un pancale, a metà del volo. Nella cavità ci sono anche dei tubi di plastica, che aiutano il giovane nella risalita.  I colleghi cercano subito di aiutarlo, ma non è facile. Intanto è scattato l'allarme al 118. Sul posto si precipitano i soccorritori della Svs con due mezzi: un'ambulanza e uno speciale con l'attrezzatura per i recuperi difficili.  I volontari, insieme al medico, si danno da fare per estrarre Tarrini. Il giovane ha battuto la testa, è cosciente ma in stato confusionale. I soccorritori prendono il toboga, una particolare lettiga, per tirarlo su. Un'operazione complicata per cui interviene anche la gru del porto, movimentata da un lavoratore.  Intanto arrivano anche i vigili del fuoco. Sono loro ad aiutare i volontari a tirare su la lettiga e a spostarla in sicurezza dalla nave alla terraferma. A quel punto il portuale viene accompagnato in ospedale dove viene sottoposto a vari accertamenti. I medici stabiliscono una prognosi di 30 giorni per il serio trauma cranico. Inoltre, per precauzione, Tarrini ha dovuto passare la notte in osservazione nel pronto soccorso.  Sul posto è arrivata anche la Polmare per accertare la dinamica dell'incidente.  Lo scorso anno a febbraio, Fabrizio Tarrini, 51 anni, padre del ragazzo, aveva avuto un infortunio molto simile mentre lavorava su uan nave alla calata Negrelli: anche lui era caduto nella stiva e aveva riportato gravi lesioni e il salvataggio era stato lungo e complicato.

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