Il Tirreno

Livorno

«Per la città manca un vero progetto»

Antonio Ceccantini (Pd)
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Antonio Ceccantini (Pd)

I bindiani danno una scossa a Cosimi e Kutufà

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 LIVORNO. «Analizzando i programmi delle nostre amministrazioni locali, redatti all'inizio della legislatura, si ha l'impressione di una ordinaria amministrazione: manca la prospettiva di un progetto di grande respiro di valenza almeno decennale». Sono le prime frasi del durissimo documento che l'ala progressista del Pd - i Democratici Davvero, in altre parole il gruppo Bindi della città - ha presentato venerdì nella sede della circoscrizione 1.  Il documento, che vola dalla sanità al Piano strutturale passando per sicurezza urbana e futuro delle società private, porta la firma di una trentina di iscritti al Pd, tra i quali il consigliere provinciale Antonio Ceccantini e i consiglieri comunali (e menbri della segreteria) Daniele Morelli, Alessandro La Torraca e Dinora Mambrini.  Quello dei bindiani è tutt'altro che un altolà di facciata a chi governa la città. Perché, come ripete Ceccantini, «non voteremo più nulla a scatola chiusa, vogliamo discutere davvero i progetti per la città, altrimenti siamo pronti a uscire anche dalla segreteria comunale (dopo l'addio, a maggio, a quella territoriale, ndr)».  Al capitolo urbanistica la critica è chiarissima: «Occorre impostare una seria pianificazione urbanistica che chiuda definitivamente la pratica consolidata delle varianti anticipatrici e delle variantine adottate negli ultimi cinquant'anni per costruire pezzi interi di città al di fuori dei piani regolatori».  Poi i dubbi sulla sanità, sul nuovo ospedale e sulla gestione di alcuni servizi e soggetti organizzativi. Ad esempio la Società della salute che, si legge nel documento, «stenta a decollare anche perché più orientata all'aspetto gestionale di problematiche sociali che alle opportunità strategiche sul versante preventivo. Non sappiamo cosa stia facendo il nominato direttore ancora senza nessuna struttura da dirigere».  Il documento è stato presentato all'indomani della firma dell'accordo di maggioranza per uscire dalla crisi. Ma è una casualità, «perché in realtà è il frutto di un lavoro partito tre mesi fa». I temi caldi sono, comunque, gli stessi: politiche ambientali e privatizzazioni.  Quanto al piano energetico («la nostra provincia produce l'80% dell'energia toscana con strumenti superati, non è più tollerabile») i bindiani criticano con forza sia le centrali a biomasse autorizzate in porto che il futuro rigassificatore («non sembra produrre vantaggi in termini economici per la cittadinanza»). No, a gran voce, soprattutto al mega termovalorizzatore ipotizzato per bruciare i rifiuti di tutto l'Ato. Veto anche alle privatizzazioni delle società partecipate: «Un conto è liberalizzare, un altro è svendere e creare nuovi monopoli, questa volta privati...».

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