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Nei negozi il caos dell'Iva
Martina Corirossi
Le catene: prezzi invariati. Ma occhio agli arrotondamenti
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LIVORNO. È scattato l'Iva day. Da ieri, l'aliquota Iva è passata dal 20% al 21%. Una variazione dei prezzi appena percepibile sull'acquisto medio, ma che ieri ha creato scompiglio fra consumatori e commercianti. Il cambiamento è stato repentino, e peraltro nel pieno del mese di settembre. Molti quelli che osservano i cartellini dubbiosi: il prezzo sarà quello definitivo o bisognerà aggiungere quel famoso 1% in più, e quanto incide questo aumento? Anche per i commercianti, fra libri dei corrispettivi da correggere e interi scaffali da riprezzare, nel giorno del dubutto delle nuove aliquote i problemi non sono mancati. Prezzi invariati nelle catene Come già annunciato prima che scattasse l'aumento, la maggior parte delle grandi catene e multinazionali ha scelto di assorbire almeno momentaneamente i costi dell'Iva, per non gravare ulteriormente sul cliente, in un momento in cui i consumi sono già ridotti all'osso. Nel punto vendita Tezenis del centro commerciale Fonti del Corallo le commesse hanno esposto, proprio accanto al registratore di cassa, un avviso in cui si annuncia che "da Tezenis la variazione dell'Iva non comporta aumento di prezzo". Lo stesso accade da Zara e da Carpisa: la collezione invernale non subirà riallineamento. Da Benetton si espone addirittura, un messaggio dell'azienda ai propri clienti: "Questa iniziativa riflette l'impegno del Gruppo per contrastare con flessibilità e innovazione il calo dei consumi e dare un contributo concreto alle famiglie italiane". Nei piccoli negozi un po' di scompiglio Se le grandi catene non hanno avuto particolari difficoltà, visto che i software di cassa si sono autoaggiornati allo scoccare della mezzanotte di sabato, i piccoli negozianti si sono trovati alle prese con le fatture da modificare. Impossibile cambiare il prezzo di tutti i prodotti, in molti casi si tratta di pochi centesimi. I commercianti per ora lasciano i prezzi invariati, "il riallineamento - dicono - ci sarà al prossimo rifornimento". Chi a luglio si è rifornito per tutto l'autunno adesso si trova nei guai: "Abbiamo ricevuto la merce ad agosto, con i prezzi indicati da catalogo - spiegano le commesse del negozio per bambini "Anni Verdi" - i prezzi resteranno invariati per non tradire un rapporto di fiducia con i clienti, ma la scelta di aumentare l'Iva alla metà del mese sta creando disagi". Un caso a parte sono le gioiellerie: se la gioielleria Blue Spirit ha deciso di mantenere i prezzi invariati in tutti i suoi punti vendita, Stroili Oro provvederà al riallineamento, scelta obbligata da un mix fatale, l'aumento dell'Iva da un lato, quello del costo dell'oro dall'altro. La tentazione di arrotondare Ma non sembrano essere i problemi amministrativi a spaventare i commercianti: l'aumento dell'Iva ha fatto da deterrente nei consumi. Jennifer Barella, addetta di cassa del punto vendita Benetton di via Grande, racconta: "Da noi non ci saranno rincari, ma certamente l'entrata in vigore del nuovo regime di prezzi ha spaventato gli acquirenti". Complice il clima ancora estivo, il primo week end di shopping in vista della stagione autunnale si è rivelato un flop. E infine, c'è il rischio arrotondamenti. Il passaggio lira-euro insegna, ed è un ricordo ancora vivo nella mente dei livornesi. Attenzione dunque a chi, cambiando il cartellino di un paio di orecchini di Swarovski, trasforma il prezzo da 124 a 128 euro....
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