Il presidio
Il presidente di Confcommercio difende la categoria
«Ma il dato va interpretato Non sempre c'è il dolo»
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Giannantonio Cesari 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Allora i commercianti sono evasori? L'argomento è scomodo ma Giannantonio Cesari, presidente di Confcommercio, non si nasconde. «I commercianti sono cittadini, con i pregi e i difetti degli italiani. Premesso che l'evasione non è mai giustificabile, il dato degli scontrini non emessi va interpretato. Si può farlo volutamente ma, come sa bene chi ha un negozio, anche per distrazione o perchè in quel momento c'è un po' di confusione». La reddivitività dei piccoli negozi è talmente bassa che si vive grazie al "nero"? «Questo io non lo dico, non ho gli elementi per dirlo. So però che le aziende vanno molto male. Ormai i piccoli negozi vanno avanti perchè "segnano". Cioè al supermercato si deve pagare in contanti e nel negozio si può lasciare il debito». Avete percepito un aumento dei controlli? «A dire il euro, negli ultimi anni i controlli ci sono sempre stati. Prevediamo però che aumenteranno, data la situazione della finanza pubblica. Devo anche aggiungere che misure come l'aumento dell'Iva incoraggiano l'evasione». Temete una criminalizzazione della categoria? «Ripeto, i commercianti sono come tutti gli altri, c'è chi si comporta bene chi meno bene. Io condanno l'evasione, sono affinchè si paghi tutti e si paghi meno. Però sarebbe sbagliato generalizzare. E poi sugli scontrini non c'è sempre il dolo. Non si può criminalizzare un commerciante che in vent'anni di attività è stato beccato una volta senza aver fatto lo scontrino». (c.m.)
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