Il presidio
I segreti anti truffe
Jimmy Morrone
Istruzioni della polizia per gli anziani
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LIVORNO. Sono in deciso aumento in città le truffe comminate ai danni degli anziani. E' il senso di quanto emerso ieri pomeriggio in un istruttivo incontro sul tema "rischio-fregature" al centro Mencacci di viale Carducci, al quale hanno partecipato il vicequestore Paolo Rossi e l'assessore al sociale Gabriele Cantù. Insieme a loro il capo della divisione anticrimine, Francesco Zerilli, l'ispettore Pino D'Addio e la psicologa Francesca Volpi. Grande la partecipazione degli anziani. Trucchi, inganni e piani ingegnosi per spillare denaro, oro o altri beni a persone per lo più indifese. Le vittime designate nella maggior parte delle situazioni concedono un eccesso di fiducia che a loro discapito si rivela fatale: ecco perché all'affollata riunione del Mencacci hanno partecipato oltre settanta pensionati. A loro è stato consegnato un vademecum ricco di preziosi consigli su come riconoscere eventuali imbroglioni o quanto meno prendere tempo e accertarsi che non si tratti di una vera e propria truffa. I casi principe illustrati dal vicequestore riguardano finti addetti di enti pubblici o privati che si propongono come esattori di bollette o assicurazioni non pagate. Oppure, spacciandosi per amici dei figli o dei nipoti, i malintenzionati ne approfittano per entrare dentro casa e spesso, con violenza, farsi consegnare soldi e gioielli. Le nuove diaboliche idee del truffatore del 2011 utilizzano invece internet, iphone e altri stratagemmi tecnologici, ideali ad esempio per decriptare i codici di un bancomat. Nel ricettario di come difendersi o limitare i danni ci sono i consigli classici, come non aprire la porta se proprio non si è sicuri della persona che si ha di fronte, oppure minacciare telefonate alla polizia e porre all'interlocutore il maggior numero di domande possibile per metterlo alle strette, chiedendo sempre eventuali tesserini di riconoscimento. Interessante anche l'intervento della psicologa Volpi, dalle cui parole, confermate dai partecipanti, è emerso come negli anziani esista la tendenza a non denunciare le truffe nel caso in cui non vi sia stata violenza fisica: questo per la vergogna di essere stati raggirati e il rifiuto di ammettere che non si è più in grado di sapersi amministrare da soli. Una convinzione che porta troppo spesso over 65 a non premunirsi abbastanza, e che, a volte, li conduce verso un pericoloso stato di depressione.
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