Il Tirreno

Livorno

Cavo Dragone all'Accademia

Roberto Olivato
Giuseppe Cavo Dragone
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Giuseppe Cavo Dragone

Viene dagli incursori il nuovo comandante

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 LIVORNO. Sarà l'ammiraglio di divisione Giuseppe Cavo Dragone, comandante del Consubim - gli incursori della Marina - a subentrare nel comando dell'Accademia Navale, all'ammiraglio Pierluigi Rosati che il 13 ottobre saluterà allievi e cittadinanza. A comunicarlo martedì pomeriggio, lo stesso Rosati nel corso di un incontro presso la sezione dell'associazione paracadutisti di Livorno. A fare gli onori di casa il presidente, colonnello Giovanni Viggiani che ha ricordato i rapporti di amicizia e stima che hanno segnato il periodo di comando dell'Ammiraglio Rosati: «Desidero ringraziarla per l'onore che ci dona oggi con la sua presenza a testimonianza dell'amicizia che sin dall'inizio, due anni fa appena giunto a Livorno qui in questa nostra sezione, lei ci dimostrò e che seppe far crescere in questo biennio, a testimonianza dei forti valori che ci accomunano».  Rispondendo l'ammiraglio Rosati ha voluto ricordare quello che è stato il suo impegno sin dal primo giorno del suo comando all'Accademia, cercando di aprire l'Istituto militare alla cittadinanza e soprattutto agli alunni delle scuole cittadine (serata garibaldina, il collegamento con l'osservatorio astrofisico di Asiago, festa della Marina, uscita in mare su nave Italia). «L'apertura alle scolaresche è servita per far sì che i ragazzi sentissero l'Accademia non come un'istituzione lontana, ma facente parte del loro territorio, della loro città, come una piazza, una scuola, un rione. Mi auguro di esserci riuscito».  Ammiraglio Rosati, sono passati due anni dal suo arrivo, cosa ricorda di quei suoi primi giorni?  «Quando arrivai nel 2009, mi resi conto che l'Accademia era un po' troppo distante dalla città e così cercai di entrare nella livornesità, partecipando ad ogni evento a volte anche più di uno in una sola giornata, ma questo era il mio intendimento e cioè quello di far sentire partecipe l'Accademia Navale ad ogni evento cittadino, perché il nostro Istituto militare è si un patrimonio nazionale, ma prima di tutto è dei livornesi».  Viggiani l'ha ringraziata per il supporto morale che lei ha saputo donare all'associazione.  «Ritengo che le associazioni d'arma siano una sorta di 5º colonna delle Forze armate, dove gli iscritti, pur avendo dismesso l'uniforme, mantengano gli stessi ideali che li accomunano a noi in servizio. Sono pertanto delle belle e sane realtà che vanno mantenute e supportate».  Il 13 ottobre lascerà Livorno, a quale incarico sarà destinato?  «Anche se a malincuore lascerò Livorno, devo ammettere che è con profonda soddisfazione che mi accingo ad assumere un incarico prestigioso a Roma alla direzione generale del personale militare».  

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