Il Tirreno

Livorno

Non ci sono più soldi e salta l'ottava edizione del Grape Juice Festival

Dario Serpan
Un corncerto al Grape Juice festival
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Un corncerto al Grape Juice festival

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 LIVORNO. C'era una volta il Grape Juice Free Music Festival. Per rimembrarlo basta affondare la memoria alle sette edizioni durate dal 2004 al 2010. Organizzato dall'associazione Hypercube, l'evento nacque come costola della Festa dell'Uva, che ogni anno si svolge a settembre a Collinaia. Comune, Provincia e Regione hanno a più riprese dato il patrocinio a questa iniziativa, che però quest'anno ha calato il sipario e il perché lo abbiamo chiesto agli organizzatori.  «Ci abbiamo provato - dice Alessio Biondi di Hypercube - ma alla lunga, quando vedi che ti viene concesso sempre il minimo possibile dalle istituzioni e ci sono ritardi annuali per i finanziamenti dei progetti, ci siamo trovati nell'impossibilità di fare il Grape 2011».  Eppure l'edizione 2010 fu lanciata con il motto "Reload", cioè ripartenza, e una chiave strettamente livornese, per rivendicare ancora una volta l'esigienza di spazi per suonare e fare cultura a Livorno. La considerate una battaglia persa, o si può riproporre in altre forme? «Posso lanciarla io una proposta? - dice Biondi - Effetto Venezia ha una programmazione che non coinvolge: perché non dare uno spazio interamente ad attività e gruppi livornesi? Così si risparmierebbero soldi e si potrebbe dare alla città un'offerta da giugno a settembre con eventi di un certo spessore ogni sera».  Che problemi ha incontrato negli anni l'organizzazione del festival? «All'inizio, quando il Grape era conosciuto solo a Livorno, le istituzioni e l'associazione Festa dell'Uva erano disponibili e trasparenti. Dal 2006 in poi l'aria cambiò: da 2 giorni si passò a 3-4; l'associazione diventò più indipendente per dare spazio a chiunque volesse, dato che Livorno sta morendo per i giovani e offre veramente poco di culturalmente interessante. Gli aiuti economici ogni anno si dimezzavano e, soprattutto quando ci trasferimmo in Villa Corridi, incontrammo difficoltà con il Comune per permessi e disponibilità. Ad esempio il Teatro Mascagni e Villa Corridi dove non abbiamo più potuto svolgere l'evento, ma la cosa strana è che il Grape è sempre stato promosso da Comune e Provincia».  A questo punto scatta la replica, ma Mario Tredici, assessore alla cultura del Comune si limita a dire che «quest'anno hanno deciso loro di non fare il festival e con me non si sono fatti vivi». Più articolato è il pensiero di Fausto Bonsignori, vicepresidente della Provincia: «C'è un problema generale di tagli alla cultura che nel 2011 ci ha permesso di utilizzare solo il 20% di quanto speso nel 2009. Anche il budget asservato per le manifestazioni culturali come il Grape è stato bloccato dal Patto di stabilità. Questi tagli non hanno niente a che vedere con il buon senso e non si può pensare che la cultura sia solo una spesa».

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