Il Tirreno

Livorno

Toncelli da sostituire? Idv nel caos

Pasquale Lamberti   Coordinamento prov. Api
A sinistra Alessandro Cosimi che oggi sarà impegnato con la delegazione dell’Anci sulle questioni della crisi economica. Sopra uno scorcio della giunta riunita durante una seduta dl consiglio nel salone consiliare
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A sinistra Alessandro Cosimi che oggi sarà impegnato con la delegazione dell’Anci sulle questioni della crisi economica. Sopra uno scorcio della giunta riunita durante una seduta dl consiglio nel salone consiliare

Ma il vicesindaco cede: Evangelisti andrà a trattare con Cosimi

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 LIVORNO. La crisi, quella vera, è da ricercare in casa Idv. Per tutta la giornata di ieri - con la direzione dei dipietristi in corso fino a tarda sera e che in certi momenti ha rischiato di trasformarsi in una bolgia - si è fatta sempre più insistente la voce del "ritiro" di Cristiano Toncelli dalla giunta comunale e dell'ingresso, al suo posto, del segretario provinciale Luca Bogi. Il sindaco ha atteso l'evolversi degli eventi, con una convinzione: l'Idv cambi pure la propria rappresentanza in giunta, ma per rimanere in maggioranza dovrà sottoscrivere il nuovo programma - contenente le dieci priorità - senza se e senza ma.  Ma poco prima della mezzanotte, quando si è conclusa la riunione con i vertici regionali e provinciali del partito, è arrivata la notizia che nessuna decisione definitiva è stata presa: Toncelli non è stato messo in minoranza e, a sua volta, il vicesindaco ha dato carta bianca a Evangelisti per chiudere la vicenda. Ora il segretario Idv dovrà nuovamente incontrare il sindaco e comunicargli l'eventuale sostituzione di Toncelli con Bogi. Ben sapendo che il primo cittadino potrebbe anche decidere di non riassegnare ai dipietristi la carica di vicesindaco.  Idv a parte, Alessandro Cosimi - che continua nel suo inspiegabile silenzio con la stampa sulla vicenda "crisi-non crisi" - va avanti con il suo programma: stamani riunirà la giunta per discutere il riequilibrio di bilancio e per annunciare che da domani ci sarà un nuovo giro di consultazioni con tutti gli assessori. Il nodo riguarda sempre Paola Bernardo: tutto porta a pensare che il sindaco le ritirerà la delega all'urbanistica, a quel punto sarà lei a decidere se restare in giunta - seppur ridimensionata - o se invece mollare tutto. Tra domani e mercoledì dovrebbe amche arrivare la risposta di Igor Protti. La ridistribuzione delle deleghe e i nuovi ingressi saranno formalizzati entro la settimana, in modo che la nuova giunta possa presentarsi al completo alla ripresa dei lavori del consiglio.  In questa fase Cosimi sa di poter contare sull'appoggio del partito: la direzione dell'Unione comunale Pd l'ha messo nero su bianco. «Come partito - si legge in una nota - mettiamo a disposizione del sindaco e della città le nostre migliori energie e competenze per far fronte alla crescente emergenza che è determinata dalla crisi e dalle scelte del governo centrale verso le autorità locali, e siamo impegnati nella tenuta delle coalizioni di governo locali». A proposito delle migliori energie del Pd: e se la candidatura in giunta di Di Rocca non fosse del tutto chiusa? Alessandro Guarducci Juna Goti COSIMI SOTTO STRESS L'alternativa è l'unità delle forze di sinistra  Dopo le ultime vicende, la fotografia di quanto sta accadendo in Comune è più nitida. Intanto un dato: le fibrillazioni che da tempo attraversano la maggioranza derivano dagli (inesistenti) risultati di governo e da questioni pesanti che hanno messo "sotto stress" il programma su cui è stato eletto il sindaco (discarica, referendum, urbanistica, ecc. ecc.). E ci riferiamo non solo agli "aut-aut" di Idv o ai distinguo di Sel, ma alle divisioni che hanno attraversato lo stesso gruppo Pd, fino ad arrivare a scuotere addirittura la giunta. Queste scosse rischiano di essere amplificate dall'uragano che si abbatterà anche sul Comune di Livorno, con la manovra economico-finanziaria del duo Draghi-Tremonti. Si aprirà quindi una stagione di lacrime e sangue e gli enti locali saranno chiamati a reggere il peso dell'emergenza sociale senza mezzi economici e non.  Di fronte a questo scenario, il sindaco spinge per disporre di una maggioranza unita come "un sol uomo", nel perseguire pochi selezionati obiettivi entro la fine della legislatura, facendo passare dalla loro accettazione la conferma o meno della coalizione e degli uomini/donne che saranno chiamati ad attuarli. Nel pacchetto potrebbero entrare forti dosi di privatizzazioni e l'appalto di un'altra consistente fetta di servizi. Idv - commissariata di fatto dal Regionale - dovrà scegliere tra l'ingoiare le indigeste priorità del sindaco o abbandonare il "tetto coniugale" della maggioranza. Sel, tentata dall'attesa di nuovi equilibri nella coalizione a lei più favorevoli, potrebbe in questa fase avere interesse ad appoggiare - pur con qualche "mal di pancia" - la linea del sindaco, ma alla lunga rischia di restare ancora più isolata nella maggioranza. Lo stesso primo cittadino dovrà dimostrare il coraggio di voler rischiare davvero la tenuta dell'utile ancoraggio della propria coalizione, per un vero chiarimento politico.  Se questa è la situazione, noi pensiamo che l'unico modo per la sinistra livornese di affrontare la questione è costruire l'unità di tutte le forze dentro e fuori il governo della città attorno ad un'agenda alternativa che ci faccia superare questa fase critica, senza dilapidare il patrimonio pubblico ancora esistente e mettendo al centro i temi del lavoro e della casa. Va aperta una profonda discussione ed una unità d'azione che dovrà accompagnare, intanto, la redazione del bilancio comunale, le scelte sulle aziende e la revisione degli strumenti urbanistici. Chiamiamo tutte le forze della sinistra, sia quelle che hanno sostenuto questo sindaco, sia quelle che lo hanno avversato, a misurarsi con noi in questa ricerca, altrimenti vincerà l'illusione di salvare il salvabile, replicando a livello locale le inaccettabili scelte classiste imposte dall'esecutivo nazionale. Alessandro Trotta Federazione della Sinistra Livorno NUOVA FASE Subito il confronto sulle priorità per Livorno Il coordinamento provinciale di Api auspica che il confronto sui punti prioritari ed urgenti da affrontare per Livorno, nel grave contesto politico ed economico che vive il paese, possa iniziare al più presto, con l'unico obiettivo del rilancio della città e della salvaguardia dei suoi posti di lavoro. Per questo ci aspettiamo che il sindaco chiuda nel più breve tempo possibile la crisi a consenta alla città di discutere su cosa si vuole e deve fare, piuttosto che sulle poltrone in ballo. Ci sembra condivisibile, di conseguenza, il percorso prefigurato dalla stessa direzione del Pd. Nel merito le iniziative da assumere rapidamente sul porto, per superare i gravi limiti in cui si trova, nel contesto di una manovra urbanistica ed infrastrutturale di ampio respiro e gli interventi di riqualificazione, da seguire con un rigoroso programma operativo sono i primi punti. Ma più complessivamente occorre dare una nuova dimensione al rapporto pubblico privato in una visione che non subordini a piccole convenienze di qualcuno gli interessi generali della città, valorizzare il patrimonio pubblico, tutelare ambiente e risorse territoriali, proporre nuove politiche aziendali, avviare processi di liberalizzazione e governare le privatizzazioni nei modi e nei tempi più adeguati.

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