Il Tirreno

Livorno

«Concorrenza sì, ma leale»

Martina Corirossi
Un salone di bellezza (foto di archivio)
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Un salone di bellezza (foto di archivio)

I parrucchieri nostrani contro le tariffe stracciate del nuovo salone di bellezza gestito da cinesi

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 LIVORNO. «Le nostre tariffe sono dettate esclusivamente da costi gestionali». La concorrenza cinese non li spaventa, ma i parrucchieri livornesi non ci stanno ad essere chiamati "ladri" e "imbroglioni". Una pioggia di accuse sulle teste dei coiffeur cittadini dopo l'apertura, in zona mercato, del primo salone di bellezza gestito interamente da cinesi. Il Figaro con gli occhi a mandorla si è fatto subito notare per i prezzi davvero stracciati: 10 euro per taglio e piega, 25 se si aggiungono meches o colore. «Concorrenza sì - spiega Lara Lenzi che dal 1997 gestisce un salone sugli scali Saffi - purché sia leale». E quella del Figaro cinese non lo sembra affatto. Lara Lenzi ha iniziato giovanissima, facendo della sua passione un mestiere. Marco Cavaliere invece lavora nei pressi di via Palestro. Assicurano di non temere la concorrenza cinese, «si tratta di un target di clienti abituate a farsi taglio e colore da sole, che puntano al risparmio piuttosto che alla qualità di un professionista certificato». La concorrenza non può che essere positiva, uno stimolo alla crescita. Ma a tutto c'è un limite: «In questo modo - dicono Lenzi e Cavaliere - si sminuisce un mestiere artigianale, fatto di passione ma anche di sacrifici». Per capire quali siano i costi di un parrucchiere, basta fare due conti insieme a Lara. Ogni mese c'è da pagare l'affitto del fondo. A questo si aggiungono i costi di manutenzione, quelli per luce ed elettricità, e quelli per i materiali come le tinture. E poi gli impianti devono essere a norma, i locali devono consentire l'accesso e il passaggio ai portatori di handicap, i sanitari devono essere omologati. I parrucchieri nostrani si chiedono come i concorrenti orientali riusciranno a restare sul mercato con tali tariffe e attenendosi alle normative. La categoria ha richiesto un incontro in Cna per mettere un po' di ordine allo stato di cose attuale.

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