Il Tirreno

Livorno

«Troppi tagli, il reparto è in affanno»

Anna Cecchini
Un laboratorio di analisi (foto d’archivio)
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Un laboratorio di analisi (foto d’archivio)

L'appello di un ex operatore di anatomia patologica: intervenga subito il sindaco

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 LIVORNO. «Mi rivolgo alla direttrice Calamai perché si metta nei panni dei cittadini che aspettano risposte fondamentali per la loro salute. E chiamo in causa anche al sindaco, voglio far leva sulla sua serietà professionale. Deve intervenire». A chiedere che le massime autorità cittadine in fatto di "salute" si interessino alle sorti del reparto di anatomia patologica è Vincenzo Gentile.  Gentile per 39 dei 41 anni in cui ha lavorato per l'Asl 6 è stato operatore tecnico proprio in quella struttura. Dallo scorso ottobre è in pensione, ma non ha smesso di occuparsi delle sorti del reparto. E ora è in allarme, perché sa quanto quel servizio sia importante per i cittadini.  «Due anni fa - spiega Gentile - ad anatomia patologica c'erano sette medici, che con pensionamenti e trasferimenti sono restati in quattro. Anche il personale tecnico è quasi dimezzato. Io so quanto si lavora in quel reparto, con quale attenzione e precisione. Fino a due anni fa i tempi di attesa per un esame istologico erano di dieci giorni, ora si superano i due mesi. È indispensabile che il personale venga incrementato».  «Anche perchè - sottolinea - per fare un ricovero o una cura efficaci ci vogliono diagnosi veloci. È inutile fare i mega-ospedali, se poi non si diagnosticano in tempo le malattie».  Quello di Gentile è un appello all'umanità della dottoressa Calamai, prima che al suo incarico dirigenziale. Un appello che viene dopo che nei giorni scorsi sono emersi, pubblicati anche sul nostro giornale, casi di persone che attendono da mesi la risposta di esami che per loro sono fondamentali. Prima c'è stata la donna di cinquant'anni che l'Asl 6, secondo un programma di screeening della popolazione, ha chiamato a fare il pap-test e che ancora, dopo quattro mesi e mezzo, non ha ricevuto alcuna risposta.  Poi c'è stato il caso dell'uomo ultrasessantenne, che ha subito l'asportazione di un lobo polmonare per un carcinoma. Sono passati più di due mesi e il chirurgo non può ancora indicargli la terapia, perché dall'anatomia patologica non è giunta risposta dell'esame istologico.  «Mi sembra chiaro - dice Gentile - che in questo modo si fa una prepotenza ai cittadini, oltretutto quando sono stati operati di cancro e quindi già soffrono abbastanza. E poi c'è da fare una riflessione: se per una risonanza o una tac al Cup dell'Asl dicono che c'è da aspettare otto mesi, il cittadino ha un'alternativa: andare altrove, magari privatamente». Per l'esito degli esami istologici no, il cittadino può solo attendere.  «La gente operata a Livorno - spiega ancora Gentile - non può fare altro che aspettare che l'anatomia patologica faccia l'analisi. Il materiale da esaminare ormai è lì, non si può trasferire in altri ospedali». Un ragionamento che fila e che fa capire a quali livelli di ansia possano arrivare quelle famiglie che da lunghi mesi attendono la risposta di un esame istologico.  «Il sindaco è un bravo anatomopatologo - continua -, faccio appello alla sua professionalità perché intervenga. È inutile che la Asl si doti di ottimi specialisti se poi non si danno loro gli strumenti per lavorare correttamente».  Gentile, che è anche consigliere della circoscrizione 1 e membro del Pd, chiude spiegando di aver già fatto presente la necessità di "salvare" anatomia patologica. «Ne ho già parlato - chiude - nelle adeguate sedi istituzionali e politiche, ma non ho avuto troppe risposte. Invece le istituzioni devono interessarsi, perché quello di cui stiamo parlando è un servizio indispensabile per tutti».

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