Il Tirreno

Livorno

Di Rocca non entra, rimpasto soft

Mauro Zucchelli
Giugno 2008: il sindaco Cosimi chiama in giunta Paola Bernardo. Sotto: Di Rocca
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Giugno 2008: il sindaco Cosimi chiama in giunta Paola Bernardo. Sotto: Di Rocca

Crisi: la tregua dopo la tempesta. E ora occhi puntati sulle ex municipalizzate

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LIVORNO. La crisi di giunta finirà nel menù del consiglio comunale lunedì 12 o martedì 13. Appena dopo che il Genio artificeri di Piacenza avrà disinnescato il maxi-ordigno da mille libbre rimasta nascosta nel sottosuolo della Venezia per 67 anni.  Ma a preoccupare ancor di più il sindaco Cosimi è l'inquieta spoletta di un altro tipo di bomba: quella della crisi della giunta che, con un blitz inedito, lui ha "congelato" dopo le dimissioni dell'assessore Ritorni. Ecco che dopo la tempesta (prima il caso Ritorni, poi le deleghe schiaffate nel freezer) entrano in azione i "pompieri" a inventarsi qualcosa che assomigli alla quiete.

O quantomeno a una tregua. Il sindaco Alessandro Cosimi ha avuto ieri un colloquio a tu per tu con ciascuno dei suoi assessori. Il faccia a faccia con Paola Bernardo è durato «almeno due ore», come raccontano colleghi di giunta. Il triplo o il quadruplo di quel che è accaduto ad altri, facendo slittare un po' tutta l'agenda degli appuntamenti.  Già la lunghezza dell'incontro è una mezza notizia: ci vuol poco per rompere, serve assai più tempo per rimettere insieme i cocci.  Non è semplice affondare l'assessore Paola Bernardo: ha fatto imbufalire il sindaco per aver cercato sponde in federazione (e fuori dal Pd) ma ha potuto contare sulla forte stima personale che le tributa più di un collega dentro la "squadra" di Cosimi. 

Non sembra più nel ventaglio delle possibilità l'ingresso di Filippo Di Rocca, ex presidente Aamps e ora segretario territoriale Pd: lui ha inviato mail agli altri esponenti della direzione per negare ogni tentazione di far la valigia per uno degli assessorati di Palazzo civico, anzi ha già in calendario le riunioni di partito che terrà nei prossimi giorni. D'altronde, se si fosse liberata la casella di numero uno del Pd, le fibrillazioni si sarebbero estese al nuovo toto-segretario. E comunque non risulta fosse in cima alla lista di priorità di Cosimi.  Il combinato disposto: Di Rocca non dovrebbe entrare nella giunta, Bernardo non dovrebbe uscirne. Ma con qualcosa di diverso da una semplice riconsegna delle deleghe (ma poi, non comve volontà politica bensì come situazione giuridicamente catalogabile, esiste il "congelamento"?).

Bernardo ha anche le deleghe al commercio e al turismo: potrebbe mantenerle ma non è escluso che perda quella all'urbanistica. Il sindaco formalmente potrebbe riprendersela in pugno, magari contando sulla collaborazione di Bruno Picchi, che da una vita presidia il centrocampo spolmonandosi come i mediani di spinta d'un tempo.  «La montagna ha partorito un topolino, anzi forse non era nemmeno incinta». La battuta scappa fuori, mentre la voce sparisce dietro l'alzavetro dell'auto, a uno dei mille comprimari sul palcoscenico di questa strana vicenda della crisi della giunta.  Non è un segreto che ieri, a parte i suoi assessori, il sindaco Alessandro Cosimi ha incontrato i capigruppo consiliari (maggioranza e opposizione) e poi i vertici della coalizione che lo sostiene. Il forfait del segretario dipietrista? Non è sintomo di mal di pancia né una sberla politica ma «semplicemente un contrattempo pratico senza nessun significato politico», giura il numero uno Idv Luca Bogi. 

Dentro la maggioranza nessuno si scopre e rinvia al sindaco. Cosimi si scopre filosofo e si limita a dire che «la redistribuzione delle deleghe è frutto delle priorità che si scelgono». Tradotto: da qui ai prossimi tre anni arriveranno da Roma 21 milioni di euro in meno. Quanto basta per dormire preoccupati: soprattutto sul fronte dei servizi pubblici locali.  E qui casca l'asino: quella alle ex municipalizzate era la delega in mano all'assessore Ritorni prima delle dimissioni. Ora l'ha chiesta Sel pubblicamente. E anche l'Idv mette l'accento sui servizi pubblici locali chiedendo una svolta. L'aveva fatto, ma con tutt'altro orientamento, anche Ritorni ottenendo solo una tiepida accoglienza da Cosimi: chissà che prima ancora della beauty farm all'ippodromo non sia stato lì che s'è consumato lo strappo.

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