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Fra colpi bassi e consulenti

Ritorni
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Ritorni

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 Ufficialmente l'hanno etichettato un po' tutti - nel Pd, in giunta, in maggioranza - come il momento dei chiarimenti. La stop per riflettere, che sa tanto di crisi di coppia. «Amore, prendiamoci una pausa...». A volte risolve, spesso fa altri cocci. Fatto sta che alzando il telefono per chiamare consiglieri, assessori e dirigenti dei partiti, più che nel «momento di riflessione» dell'amministrazione, ci si trova nel bel mezzo del valzer delle spine nei fianchi. Dette anche colpi bassi.  È in questo clima da dietro le spalle - ma anche «vorremmo capire cosa sta accadendo» - che arrivano all'orecchio i fuori onda inaspetatti di una vicenda che ha portato alle dimissioni dell'ex assessore allo sport, Claudio Ritorni, e al congelamento delle deleghe di tutta la giunta.  L'oggetto del chiacchierare è la variante della Ceschina. Lo abbiamo scritto tante volte: Ritorni avrebbe voluto realizzare nel parco accanto all'ippodromo due edifici di 5mila metri quadri, parte della giunta (soprattutto la Bernardo, ma non solo) ha detto no.  Ieri mattina alcuni consiglieri del Pd hanno bussato alle porte di qualche collega per chiedere chiarimenti circa una consulenza che sarebbe stata chiesta a un esperto di urbanistica per decidere se, prima di votare la contesa variante, servissero la Vas (valutazione ambietale strategica) e la Vi (valutazione integrata).  Il professionista a cui si è rivolta la giunta sarebbe anche consulente dello studio di avvocati per cui lavora l'assessore Bernardo e collega universitario dell'essessore Colombini. Così quando è stato riferito che le due procedure sarebbero state necessarie (allungando i tempi di votazione della variante) Ritorni sarebbe andato su tutte le furie pensando che ormai si fosse formato un asse anti-Ceschina. E via con le spine nei fianchi...

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