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Baracchina Rossa, mega rissa per l'aggressione dei sampdoriani
Lara Loreti
I responsabili rischiano denuncia e daspo. I tifosi senza biglietto rimasti fuori dallo stadio hanno scatenato poi la loro rabbia sul lungomare. Il bilancio è di una decina di feriti ma non tutti si sono recati in pronto soccorso
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Una quindicina di auto di tifosi della Sampdoria passa davanti alla Baracchina Rossa. Qualcuno tira un sasso, volano insulti. Le vetture si fermano e si scatena il putiferio. Qualche genovese scende, alcuni hanno i caschi in mano. E un tifoso viene assediato tanto che deve rifugiarsi in bagno. Poi viene "salvato" dalle forze dell'ordine che lo portano in caserma. In tutto, a più riprese, due ore di bagarre ieri sera dopo la partita nel corso delle quali è impossibile intervenire per i soccorritori dell'ambulanza che cercano inutilmente di raggiungere una ragazza ferita da una bottigliata.
Gran lavoro per polizia e carabinieri, ma la situazione è incandescente nel fuggi fuggi generale. Colpi di casco, calci, pugni e bottigliate. Scatta l'allarme al 118 che viene chiamato più volte in due fasi, verso le 22.30 e poi un'ora dopo per la ragazzina colpita. Ma è impossibile soccorrerla: non si passa. Alla fine i volontari riescono a portarla via. E la sola ferita soccorsa dall'ambulanza. Altri andranno in ospedale da soli per farsi refertare. Il bilancio è di una decina di feriti ma non tutti si sono recati in pronto soccorso. La polizia ha riportato tutto alla calma. Gli investigatori sono al lavoro per individuare le persone che hanno dato il via alla maxi rissa a cui hanno partecipato decine di persone. Un lavoro non facile non essendoci telecamere.
I responsabili rischiano denuncia e daspo. Tutto è iniziato perché fuori dallo stadio c'erano diversi tifosi senza biglietto. Questi, come ricostruito dalla polizia, dopo aver parcheggiato le vetture dove non ci sono telecamere, sono rimasti per tutto il tempo della partita con un paio di striscioni, intonando cori contro la tessera dello stadio e Maroni, oltre che qualche inno politico. Dopo un quarto d'ora dalla fine dell'incontro, se ne sono andati e si sono recati verso la Baracchina dove c'erano tanti ragazzi livornesi. E s'è scatenata la maxirissa tra la stessa Baracchina rossa e la Rotonda.
Gran lavoro per polizia e carabinieri, ma la situazione è incandescente nel fuggi fuggi generale. Colpi di casco, calci, pugni e bottigliate. Scatta l'allarme al 118 che viene chiamato più volte in due fasi, verso le 22.30 e poi un'ora dopo per la ragazzina colpita. Ma è impossibile soccorrerla: non si passa. Alla fine i volontari riescono a portarla via. E la sola ferita soccorsa dall'ambulanza. Altri andranno in ospedale da soli per farsi refertare. Il bilancio è di una decina di feriti ma non tutti si sono recati in pronto soccorso. La polizia ha riportato tutto alla calma. Gli investigatori sono al lavoro per individuare le persone che hanno dato il via alla maxi rissa a cui hanno partecipato decine di persone. Un lavoro non facile non essendoci telecamere.
I responsabili rischiano denuncia e daspo. Tutto è iniziato perché fuori dallo stadio c'erano diversi tifosi senza biglietto. Questi, come ricostruito dalla polizia, dopo aver parcheggiato le vetture dove non ci sono telecamere, sono rimasti per tutto il tempo della partita con un paio di striscioni, intonando cori contro la tessera dello stadio e Maroni, oltre che qualche inno politico. Dopo un quarto d'ora dalla fine dell'incontro, se ne sono andati e si sono recati verso la Baracchina dove c'erano tanti ragazzi livornesi. E s'è scatenata la maxirissa tra la stessa Baracchina rossa e la Rotonda.
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