Il Tirreno

Livorno

La Yang Ming potrebbe andarsene

Cristiano Meoni
La Yang Ming potrebbe andarsene

Dal 2012 metterà le navi giganti ma Livorno non è in grado di accoglierle

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 LIVORNO. Dopo la Zim, potrebbe andarsene anche la Yang Ming. La compagnia taiwanese - che a Livorno movimenta 70mila teus - nel 2012 riordinerà la flotta ed è previsto che le navi da 8000 teus che finora hanno navigato nel Nord Europa vengano spostate nel Mediterraneo, in sostituzione di quelle che attualmente scalano anche a Livorno. Navi di 335 metri, che nel nostro porto non possono entrare per i noti limiti infrastrutturali.  La crisi globale ha ritardato la corsa al gigantismo navali, concedendo due anni di tempo in più per adeguarsi ai nuovi standard dimensionali. Ma, rispetto al 2009, a Livorno nulla è cambiato: i limiti alla navigazione sono identici - di pescaggio e di orario - e uguali anche i conseguenti costi: una nave Yang Ming per guadagnare l'accosto della Darsena Toscana deve farsi scortare da tre rimorchiatori (due a prua e uno a poppa), con un costo di 45mila euro a toccata.  Ora la corsa al gigantismo sembra essere ripartita. I cantieri navali hanno ripreso a varare portacontenitori da 11mila, anche 13mila teus. Come quelle che la Yang Ming metterà sulle rotte del Nord Europa dal prossimo anno, spostando le navi da 8000 teus - che finora hanno scalato quei porti - sul servizio del Mediterraneo che che tocca Napoli, Livorno e Genova.  Un bel problema. Oggi Livorno fa fatica ad accogliere le navi da 5500 teus (279-289 metri di lunghezza, 41 metri di larghezza), che infatti devono entrare ed uscire alleggerite con un pescaggio di 11,30-11,40 anzichè quello ottimale di 12 metri. E' impossibile che possa accogliere navi da 8000 teus, più lunghe di sessanta metri. Non tanto per il pescaggio, che suppergiù è lo stesso delle navi da 5500 teus, ma per l'ingombro.  A parte le difficoltà di guidare la nave nella strozzatura del canale d'accesso, c'è un problema ulteriore ed è quello rappresentato dal "bacino di evoluzione", lo specchio acqueo al termine del canale dove le navi girano di quasi 360 gradi per accedere alla Darsena Toscana. In quel punto, manovrano a malapena le navi di 270-300 metri: il bacino, infatti, su un lato è eroso dall'insabbiamento dell'accosto 15/a (quello dove è finita in secca una nave la corsa settimana): accosto il cui pescaggio autorizzato da qualche giorno è stato portato a 9 metri. Così come è adesso, nel bacino di evoluzione una nave di 335 metri non potrebbe girare mai. A meno di non dragare tutto e riportare il fondale a 13 metri.  Eccolo il punto: se si vorrà avere qualche speranza di non perdere i più importanti armatori - che prima o poi metteranno nel Mediterraneo le maxi navi - bisognerà fare i dragaggi. Una corsa contro il tempo: l'escavo della Darsena Toscana - con il connesso problema dello scolmatore - non sarà completato in meno di due anni: troppo tempo, dato che la Yang Ming metterà le portacontainers da 8000 teus alla fine del 2012: decisione che potrebbe essere ufficializzata a ottobre.

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