Il Tirreno

Livorno

Gulì, Cappelli o Di Rocca per la successione

Massimo Cappelli
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Massimo Cappelli

Ma il sindaco preferirebbe ripartire le deleghe: deciderò insieme alla maggioranza

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 LIVORNO. Ritorni non ha fatto in tempo a uscire da Palazzo Civico che nelle stanze della politica era già partito il toto-assessore. In realtà il sindaco Cosimi, almeno per ora, potrebbe scegliere di non sostituire l'uomo perso nella squadra di governo: «Io preferirei una ripartizione delle deleghe, ma dobbiamo cercare di non pesare troppo sugli altri assessori in questo momento delicato per gli enti locali». Considerando che quelle lasciate sul tavolo da Ritorni non sono esattamente due delegucce d'accompagnamento: società partecipate e sport.  «Prima di decidere - chiude il sindaco - aprirò un confronto politico fuori e dentro la maggioranza». Stamani si riunisce la giunta, martedì la coalizione di governo (segretari e capigruppo di Sel, Idv e Pd), mentre per mercoledì è previsto un incontro con i capigruppo delle forze elette in Comune (maggioranza e opposizione).  Ieri pomeriggio, ai fedelissimi, il sindaco ha ripetuto che vuole risolvere la questione «in una settimana, al massimo dieci giorni». Non come è avvenuto per la nomina del nuovo assessore al sociale: lo scorso anno la delega è rimasta nelle mani di Cosimi per mesi prima che l'ex capogruppo, Gabriele Cantù (Pd), prendesse il posto dell'avvocato Maria Pia Lessi (che ha lasciato per motivi di lavoro). Marco Cannito (Città Diversa) si è presentato in ogni seduta del consiglio con un cartello di protesta, fino a quando il nodo non si è sciolto.  Una cosa è certa: partecipate e sport non possono aspettare mesi. Solo un piccolo esempio: con Ritorni è partita una delicata riforma del mondo del remo, entro metà ottobre le sezioni nautiche dovranno cambiare volto, consegnare moduli e garanzie. E ora tutto rischia di andare a gambe all'aria.  Se le deleghe non andranno sulle spalle degli assessori che ci sono già, chi prenderà il posto di Ritorni? Sicuramente un uomo del Pd, visto che quello che ha lasciato era a tutti gli effetti un alfiere democratico. In molti fanno il nome dell'attuale capogruppo, Massimo Gulì, che per molti anni è stato presidente della circoscrizione 1 ed è inserito nel mondo dello sport (è allenatore di calcio). Lui accetterebbe e non ne fa mistero. A quel punto il nuovo capogruppo diventerebbe, con ogni probabilità, Giuseppe Scavazzon.  Il nuovo assessore potrebbe anche ereditare una sola delle due deleghe. Ed ecco che, fuori dai microfoni, c'è chi fa il nome del segretario provinciale Filippo Di Rocca, ex presidente di una partecipata regina, Aamps. Lui è categorico: «Ho da pensare al partito, non se ne parla». A quel punto ci sarebbe Massimo Cappelli, oggi al vertice della società che gestisce i rifiuti. Ma molti democratici storgono il naso.  E se in giunta entrasse un nome vicino alla regina del Pd livornese, Marida Bolognesi? Alcune settimane fa ha fondato una nuova associazione con quella parte di Livorno e del Pd che vuole «scelte nuove, coraggiose e incisive». Ma forse i molumori, in casa democratica, non farebbero che crescere. J.G.

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