Il Tirreno

Livorno

L'assessore Bisti «Bene una riserva per salvare il corallo»

Anna Cecchini
Il “ciglio” sottomarino a Quercianella (foto fornite da Archeoclub Livorno)
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Il “ciglio” sottomarino a Quercianella (foto fornite da Archeoclub Livorno)

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 LIVORNO. All'ipotesi di creare una riserva naturale nello specchio d'acqua davanti a Quercianella per preservare quell'habitat sottomarino particolarmente ricco di vita qualcuno ci aveva già pensato. L'Arpat nel 2000 ha avanzato l'idea di un "parco dei due castelli", una riserva naturale fra il Boccale e il Romito. Ora la Provincia, per voce dell'assessore alla difesa delle coste e ai parchi naturali, si dice disponibile ad aprire un confronto sull'ipotesi parco naturale a Quercianella.  Il vecchio progetto in dieci anni si è arenato, mentre quel tesoro sotto le onde, quel "ciglio" a mezzo miglio dalla costa, dove i quercianellesi doc ricordano di aver visto un mondo fantastico ricco di corallo, gorgonie, aragoste e pesci, è andato scomparendo negli anni. In molti casi per colpa degli effetti delle reti da pesca, che trainate a strascico rovinano lo splendido fondale, e della presenza sempre più massiccia di sub, che in alcuni casi hanno fatto razzia dell'oro rosso.  Insomma quell'Eldorado sommerso, una faglia sottomarina profonda circa 50 metri di cui si parla in molti siti specializzati in attività subacquea e anche nei più generici siti di turismo, rischia di scomparire. Ecco perché nei giorni scorsi Roberto Paolieri, ingegnere chimico che torna a Quercianella ogni estate nello stabilimento della sua famiglia, ha deciso di lanciare un appello per salvare quel tesoro naturalistico. Con lui anche i titolari del centro diving Deep Inside di Quercianella, Elisabetta Cini e Mauro Pasquali. Il gruppo, che vorrebbe creare un comitato coinvolgendo anche i cittadini, punta all'istituzione di un parco marino tra il Boccale e il Fortullino.  «In verità - spiega Pasquali - un progetto del genere lo abbiamo presentato anni fa. Basterebbe riprenderlo in mano e variarlo sulla base delle esigenze attuali. Basterebbe far pagare una tassa a chi entra nell'area protetta, come avviene anche in Liguria». A confermare l'esistenza di un percorso per l'attivazione della riserva naturale è anche Michele Magri, biologo che per anni è stato nello staff dell'Arpat per il monitoraggio marino e che adesso è libero professionista.  «Nel 2000 - spiega Magri - il progetto fu presentato in occasione di un convegno dell'Arpat, si potrebbe partire da quello». Magri, che di fondali sottomarini è un esperto, chiarisce come fondamentale sarebbe, in attesa della riserva naturale, il rispetto delle regole. «I pescatori dovrebbero stare a 3 chilometri dalla costa - dice il biologo - e non pescare prima dei 50 metri di profondità. Così sarebbero fuori dall'area del coralligeno, che si salverebbe. Invece buttano le reti sempre al limite. E poi ci sono i sub, anche molti di loro dovrebbero rispettare le norme». Infine Magri spiega che anche la pesca del corallo avrebbe una organizzazione ben precisa che lo preserverebbe, ma che in pochi conoscono e rispettano. «A Livorno - dice Magri - le licenze per la pesca al corallo sarebbero sei o sette. È chiaro che negli anni lo ha pescato anche chi non poteva. Per far sì che quel mondo sottomarino possa sopravvivere l'importante sarebbe far rispettare le regole».  Apre a un eventuale percorso per la creazione di un parco marino la Provincia. L'assesosre alla difesa delle coste Simena Bisti, chiarisce che «per ora non abbiamo ricevuto grosse sollecitazioni in questo senso». Ma si dice disposta a fare il punto della situazione. «Possiamo aprire un confronto - spiega -, usando anche lo strumento del percorso partecipato, in modo da ascoltare le esigenze di tutti i soggetti coinvolti». In poche parole, si tratterebbe di mettere d'accordo i cittadini che tifano per l'ambiente con pescatori e sub. E sembra difficile. «Intanto - conclude l'assessore provinciale - sarebbe già un traguardo che tutti evitassero comportamenti scorretti».

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