Il Tirreno

Livorno

Bomba, tempi lunghi per il disinnesco

Ci vorranno almeno una dozzina di giorni: intanto sarà ingabbiata per sicurezza

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 LIVORNO. Si dovrà aspettare almeno una dozzina di giorni, probabilmente sabato 3 o domenica 4 settembre, perchè sia rimossa la bomba trovata durante i lavori di scavo del canale di viale Caprera. Ieri c'è stato il primo sopralluogo degli artificieri dell'esercito, che hanno esaminato per circa un'ora l'ordigno, una bomba d'aereo da 1.000 libbre (circa 454 chili) e hanno rimandato la decisione sul suo disinnesco a martedì, quando si svolgerà una riunione in prefettura per decidere l'operazione. Ma intanto, mentre la bomba da stamani verrà racchiusa in una specie di bunker in attesa di renderla inoffensiva, si è saputo che il raggio di sicurezza con un ordigno del genere potrebbe arrivare a mille metri, coinvolgendo quindi in un'eventuale evacuazione un terzo della città, ospedale compreso, con 50mila persone. E proprio per evitare questo scenario e ridurre al minimo il numero di cittadini da evacuare, si sta pensando di costruire un argine di sicurezza, alto più di 10 metri, per proteggere l'abitato durante il disinnesco.  Gli artificieri. I militari del Genio Artificieri di Piacenza sono arrivati poco dopo le 13,30. I militari hanno esaminato l'ordigno, scattando anche diverse foto. A quel punto è stato ufficializzato che è una bomba americana da mille libbre, con due spolette, una in punta e l'altra in coda, di quelle che furono sganciate a migliaia sul porto e sugli impianti industriali, ma anche sull'abitato di Livorno nell'ultima guerra. Ad assistere alle operazioni l'assessore Bruno Picchi, il responsabile della protezione civile Leonardo Gonnelli e il dirigente della questura Daniele Ridente, oltre a personale di Comune, polizia, finanza e Capitaneria.  Martedì si decide. Gli artificieri hanno concluso il loro esame dopo circa un'ora e sono ripartiti per Piacenza. Come hanno spiegato Picchi e Gonnelli, è stato indetta una riunione in prefettura martedì prossimo, durante la quale gli artificieri spiegheranno come intendono disinnescare la bomba, trasportarla altrove ed eliminarla. In questa sede, oltre al "come" si dovrà decidere anche il quando: queste operazioni si svolgono sempre il sabato o la domenica, quindi il 3 e il 4 settembre potrebbero essere le date più probabili. Intanto la bomba verrà racchiusa in una specie di casamatta: da oggi le maestranze del cantiere costruiranno un ricovero in legno, che poi verrà completamente ricoperto di terra, all'interno del quale opereranno gli artificieri.  Il disinnesco. Intanto ieri si è saputo che gli artificieri pensano di disinnescare la bomba sul posto e poi trasferirla in un luogo sicuro (si parla dell'area di Collesalvetti dove venne fatta esplodere la bomba trovata a suo tempo durante i lavori in porto), e farla brillare. L'intervento consisterà essenzialmente nel togliere le due spolette, fase che rappresenterà il momento più critico di tutta l'operazione: senza le spolette la bomba, che è piena di tritolo, è facilmente trasportabile senza rischi particolari.  Evacuazione: 500 o 50mila? A questo punto c'è il problema dell'evacuazione, che sarà inevitabile quando avverrà il disinnesco. Ma quante persone riguarderà? Secondo gli artificieri la bomba ha un raggio d'azione in campo aperto di 500 metri, quindi per sicurezza questa distanza andrebbe raddoppiata. Questo vorrebbe dire evacuare la popolazione nel raggio di un chilometro, un'area che comprende tutto il centro ma anche buona parte di altri quartieri, compreso l'ospedale, e che interesserebbe quindi 50mila persone. Gli artificieri hanno spiegato che però l'onda d'urto, se incontra edifici sul suo cammino, li danneggia, ma viene smorzata, quindi l'area potrebbe essere ridotta (si parla di 500 metri di raggio) che comunque interesserebbe circa 8mila persone, oltre a buona parte del porto. Ma l'area potrebbe essere ridotta ulteriormente se si costruisse una difesa verso l'abitato che potesse far sfogare in un'altra direzione un'eventuale onda d'urto. Per questo si ipotizza anche di costruire un muraglione di celloblock che sarebbe riempito di terra per proteggere l'abitato. Anche di questa cosa si parlerà martedì.

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