Italia
Salva il figlio di due anni dall'incendio
Il rogo è divampato nella notte in cucina, a causa di un corto circuito del frigorifero
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LIVORNO. Si è svegliato nella notte, e si è accorto che c'era qualcosa che non andava, e così si è accorto che la casa stava bruciando. per prima cosa ha svegliato la moglie e le ha fatto mettere in salvo il figlioletto di due anni, poi, mentre la donna svegliava tutti i condomini per farli scappare a loro volta di casa, lui ha scaricato un estintore sulle fiamme e poi ha cercato di tenere a bada il fuoco gettandoci sopra secchiate d'acqua per evitare che attaccasse le travi di legno del soffitto prima che arrivassero i vigili del fuoco. Ecco quello che è accaduto ad Alessio Celati, 31 anni, a seguito dell'incendio che è scoppiato alle 2 di ieri mattina nella casa al primo piano dell'edificio al numero 59 di via Santo Stefano. Nell'incendio il giovane ed i suoi familiari hanno riporatato un leggero principio di intossicazione per aver respirato il fumo. «Eravamo rientrati a casa intorno alle 1 - ha spiegato ieri pomeriggio, mentre stava ripulendo la casa dalle suppellettili bruciate nel rogo - e siamo andati a letto. Intorno alle due, non so con precisione per quale motivo, mi sono svegliato e mi sono accorto dell'incendio». Le fiamme si sono sviluppate nell'angolo cottura della sala, nel frigorifero incassato. «Ha preso fuoco il compressore - ha riferito Celati - una cosa inaspettata, visto che il frigo aveva solo quattro anni». Una volta capito cosa stava accadendo, Alessio Celati ha subito svegliato la moglie Denise, anche lei trentunenne, e le ha detto di uscire subito di casa con il loro figlioletto, Diego di soli due anni. Poi, mentre veniva dato l'allarme ai vigili del fuoco, il giovane ha cercato di intervenire sulle fiamme: «Lavoro all'Eni e qualche focherello l'ho visto - ha sottolineato Alessio - perciò ho preso un estintore ed ho cercato di spengere il frigo, ma non sono riuscito a togliere il pannello laterale e quindi a scaricare l'estintore sul motore che così ha continuato a bruciare». Così, mentre la signora Denise, col figlioletto in braccio, suonava ai campanelli degli altri inquilini per avvertirli dell'incendio e farli scendere in strada al sicuro, Alessio è rimasto nel piccolo appartamento invaso dal fumo per cercare di contenere le fiamme mentre i vigili del fuoco erano in arrivo. «Avevo paura che il fuoco attaccasse le travi in legno del soffitto - ha raccontato - e perciò ho preso un secchio e mi sono messo a gettare acqua sul mobile che stava bruciando». Nel frattempo sono accorsi i vigili del fuoco che hanno circoscritto e domato le fiamme, evitando che l'appartamento riportasse danni strutturali e consentendo agli altri inquilini di tornare nelle loro abitazioni. Intanto, però, sia Alessio Celati che la moglie e il figlioletto accusavano qualche problema per aver repisrato il fumo dell'incendio. «Siamo dovuti andare tutti e tre al pronto soccorso, e nostro figlio è stato ricoverato qualche ora a pediatria a titolo precauzionale - ha spiegato Alessio Bruciati - poi anch'io, che avevo respirato più fumo degli altri, tanto che parlavano di inviarmi alla camera iperbarica di Pisa, sono potuto uscire. Certo - conclude - col senno di poi posso dire che nella disgrazia è andata bene»
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