Il presidio
Nuovi ticket, da lunedì sarà il caos
Mauro Zucchelli
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Farmacista al lavoro In farmacia bisognerà dichiarare il reddito o il codice dell'esenzione
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LIVORNO. Rischia di trasformarsi in un boomerang la bella idea di far pagare i nuovi ticket sanitari non tutti allo stesso modo ma in base al reddito. Basti dire che non si è sicuri neanche se entrerà in vigore lunedì come annunciato all'inizio: fonti di primissimo piano della Regione giurano di sì, ma l'ultimo comunicato ufficiale dribbla ogni riferimento a date precise e i farmacisti insistono a dare per certo che il via slitterà a martedì. La doppia data. A complicare le cose ci si mette anche la scelta (infelice) di far debuttare oggi - cioè in una data vicinissima ma diversa da quella dei nuovi ticket - il nuovo nomenclatore tariffario, dunque il costo delle prestazioni specialistiche di ambulatorio: era fermo dal '97, si giustificano dalla Regione per segnalare che le prime visite passeranno da 18,60 a 22 euro mentre quelle di controllo aumenteranno da 12,90 a 20 euro. Il rebus del reddito. Giusto misurare la "mazzata" in base al reddito (anche se il fisco italiano non premia gli onesti). Fatto sta che non c'è un solo metodo per "catalogare" i redditi bensì due: da un lato, il reddito complessivo familiare dichiarato al fisco; dall'altro, l'indicatore equivalente Isee. L'uno e l'altro dànno cifre assai differenti: spetta (per ora) al cittadino scegliere quale dei due "metri" usare. Ma il "metro" del reddito dichiarato al fisco è anch'esso da ricalcolare: non basta andare a leggere il reddito complessivo del proprio modello 730, bisogna prendere il reddito del contribuente, quello del coniuge e dei familiari a carico. Non è l'imponibile ma il reddito complessivo lordo, cioè quello prima di metter nel conto gli oneri deducibili e le detrazioni, comprese quelle per carichi familiari. L'indicatore Isee invece bisogna farselo calcolare: ad esempio, da un Caaf, da un consulente o via web dall'Inps (www.inps.it/servizi/isee/simulazione/simulazionecalcolo.asp). Autocertificarsi a metà. Ma quest'ultimo metodo tramite internet è però solo per avere un'idea: l'autocertificazione è utilizzabile solo per i redditi familiari fiscali, per l'Isee serve «l'apposito documento», dice la Regione nell'ultimissima circolare. Guai a fare i furbi. C'è chi pensa di scansare il ticket con una autocertificazione "furbetta"? La Regione promette castighi: chi verrà scoperto a dichiarare il falso, dovrà versare quel che non ha pagato prima e gli atti verranno trasmessi all'autorità giudiziaria. E non è un modo di dire, visto che un po' in tutte le città toscane già con la normativa precedente si sono avuti centinaia di indagati per false esenzioni. Ma è proprio questo rischio di finire nei guai giudiziari a far mugugnare gli onesti: non la voglia di gabbare il ticket ma una svista o una incomprensione può esser pagata cara. La babele dei codici. Nelle sei caselle della ricetta rossa previste come "codice esenzione" bisogna indicare con una sigla perché non si deve pagare il massimo (previsto per i redditi oltre i 100mila euro). Se si è esenti perché invalidi, infortunati sul lavoro e simili, è il medico a scrivere (prime tre caselle a sinistra) qualcosa tipo "C01". Se si è disoccupati o cassintegrati, tocca al cittadino scrivere (nelle tre caselle a destra) un codice che è "dis" per i disoccupati, "mob" se in mobilità, "cig" per i cassintegrati. Nelle ultime due caselle sulla destra il cittadino può scrivere la propria classe di reddito complessivo familiare: "RA" se è fino a 36.151 euro, "RB" se da 36.151 a 70mila, "RC" se da 70mila a 100mila. Se invece si indica l'Isee: "IA" se fino a 36.151 euro, "IB" se da 36.151 a 70mila, "IC" se da 70mila a 100mila.
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