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Costi della politica Romano e Scavazzon litigano via e-mail
Juna Goti
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Da sinistra i consiglieri Giuseppe Scavazzon (Pd) e Andrea Romano (Idv) 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Sui costi della politica invito il consigliere Scavazzon ad approfondire... si accorgerà che quelli delle commissioni comunali sono ridicoli, quattro spiccioli». E dall'altra parte del monitor: «Ci credo bene che non abbia problemi a spenderli, facile fare il signorino col borsellino degli altri...». Parole non proprio intrise di stima, quelle che si sono scagliati contro via e-mail due colleghi di maggioranza: Giuseppe Scavazzon (Pd) e Andrea Romano (Idv). A scatenare il litigio per posta elettronica (ma in Comune-visione: le mail sono indirizzate anche ai capigruppo e ai commissari) è stata la convocazione per il 14 settembre della sesta commissione presieduta proprio da Romano: all'ordine del giorno il piano alternativo dei rifiuti. Il 15 la commissione è convocata di nuovo per ascoltare la relazione annuale dell'Osservatorio rifiuti zero. Scavazzon, «viste le recenti discussioni sui costi della politica», la mattina di ferragosto scrive alla segreteria della commissione chiedendo di concentrare le due discussioni in una seduta, «se possibile, parlando effettivamente di queste cose, senza deviare in altre storture, come di solito succede...». Romano non la prende bene e replica: «Il consigliere avrà cura di segnalare ai colleghi quali sono i commissari che si occupano di storture... Sui costi della politica invito Scavazzon ad approfondire; si accorgerà che quelli delle commissioni sono ridicoli, il sottoscritto non sacrificherà mai la funzionalità delle sedute e l'ampiezza del dibattito per risparmiare quattro spiccioli. I commissari interessati a contribuire a una riduzione dei costi possono far mettere a verbale che rinunceranno al gettone. Il presidente prenderà atto...». Scavazzon, stupito, risponde: «Mi sembrava di aver posto un quesito in termini abbastanza cortesi; mi attendevo una altrettanto cortese risposta... i quattro spiccioli di cui parla Romano appartengono alla comunità, ci credo bene che non abbia problemi a spenderli; inoltre, visto che proviene da un partito che ha sempre sottolineato l'esigenza di una maggiore attenzione a questi particolari, da lui stesso sostenuti con le sue arringhe in consiglio, propongo che per primo ci dia l'esempio e faccia mettere a verbale la sua rinuncia al gettone... È sempre troppo facile fare il signorino col borsellino degli altri». E Romano? «Caro consigliere Scavazzon, non ci penso nemmeno. Né a condurre il dibattito dove più gradisce l'esimio collega né a dare il "buon esempio" con i gettoni. Cominci pure chi vuole insegnare agli altri come si vive, a condurre in un certo modo le commissioni e a venirci gratis. Ci aspettiamo che Scavazzon, quando presiederà la seconda commissione al posto di Cosimi Lorenzo, metta in riga tutti noi con piglio deciso ogni volta che "debordiamo" e che lo faccia senza pesare sulle tasche della comunità. Nella sesta invece continuerà ad essere in vigore solo il regolamento, senza aggiungervi i desiderata ferragostani dell'egregio collega». Che armonia in maggioranza...
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