Il Tirreno

Livorno

Idv, sciopero della fame e della sete per un carcere più umano per tutti

Martina Corirossi
Una veduta esterna del carcere delle Sughere
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Una veduta esterna del carcere delle Sughere

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 LIVORNO. Tenere alta e costante l'attenzione sul mondo delle carceri. È questo l'obiettivo della visita effettuata ieri mattina da tre esponenti dell'Idv, Daniela Sgambellone del coordinamento, Maria Luisa Chincarini, consigliere regionale e Silvia Marroni, vice coordinatrice regionale donne, al carcere delle Sughere. Una nuova visita nella casa circondariale di Livorno, dopo quella dello scorso 22 luglio. Ma niente sembra cambiato. Quello che emerge dal sopralluogo è drammatico: detenuti rinchiusi in celle minuscole, costretti a darsi il cambio per fare qualche passo, condizioni igienico-sanitarie inaccettabili.  «La maggior parte dei detenuti provengono da realtà di forte disagio sociale, molti sono in attesa di giudizio da mesi», spiega Chincarini. «Anche il personale di polizia penitenziaria, sottorganico, vive sottoposto a uno stress continuo - aggiunge Sgambellone - gli straordinari sono la norma, si sfiora il doppio turno». Le tre esponenti Idv aderiranno alle 24 ore di sciopero della fame e della sete, promosse dai radicali per oggi, per richiedere un'interrogazione parlamentare sulla situazione delle carceri.  «L'Italia dei Valori - spiegano - crede nella certezza della pena, ma anche nell'articolo 47 della Costituzione. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, ma tendere alla rieducazione del condannato. Non ci spaventano 24 ore senza cibo né acqua, più di quanto possa spaventarci la sete e la fame di democrazia e di legalità che il mondo delle carceri chiede a gran voce».

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