Il Tirreno

Livorno

Denunciato uno della banda dello specchietto

Enrico Bianchi medico e presidente del Consiglio comunale
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Enrico Bianchi medico e presidente del Consiglio comunale

Individuato dai carabinieri. Non cade nel tranello Enrico Bianchi

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 LIVORNO. Un'altra truffa dello specchietto, messa a segno, ai danni di un automobilista sull'Arnaccio. Ma stavolta i furbetti non la fanno franca: uno di loro viene individuato e denunciato per truffa aggravata. Un tentativo di raggiro c'è stato anche ai danni di Enrico Bianchi, che però non c'è cascato.  Un automobilista, livornese di 50 anni, è in auto al Biscottino quando incrocia una vettura con a bordo 2 persone. Queste simulano uno scontro e alla fine riescono a farsi dare 150 euro. Ma, anche grazie alla targa del veicolo, i carabinieri riescono a risalire a uno dei due: si tratta di un trentenne, rom italiano. Si sospetta che faccia parte dello stesso gruppo dei due che 4 giorni fa hanno tentato di truffare un carabiniere a Stagno sulla Variante.  I truffatori dello specchietto hanno provato a trarre in inganno anche Enrico Bianchi, presidente del Consiglio comunale. Ma lui non ci è cascato: ha chiamato i carabinieri e messo in fuga i malviventi.  Venerdì alle 11.45 Bianchi è alla guida in viale Mameli, verso piazza Roma. A 100 metri dal semaforo si ferma per far passare un pedone. In quel momento viene sorpassato da una Sukuzi grigio metalizzato che fa una brusca manovra, superandolo per guadagnare un posto prima del semaforo. Poi quella vettura si ferma in terza fila davanti alla Deutsche Bank. Bianchi nota che a bordo ci sono tre giovani. È allora che il medico sente un colpo metallico sulla fiancata destra della sua auto. «Io ho proseguito, ma poi guardando dallo specchietto retrovisore ho visto che la Suzuki mi veniva dietro lampeggiando - racconta Bianchi - Arrivato all'altezza di Villa Henderson ho chiamato il 112 e ho detto tutto ai carabinieri. Intanto, per evitare il semaforo di piazza Roma, ho girato a sinistra davanti all'ingresso secondario di villa Fabbricotti verso via Roma». Bianchi, sempre al telefono con il 112 e seguito dai tre della Suzuki, imbocca via Caduti del lavoro finché, all'angolo con via Sauro, la vettura lo affianca, invitando a una Vespa di togliersi di mezzo. Ma a quel punto, da vicino, i 3 notano che Bianchi è al telefono e capiscono di essere stati scoperti. «Quando hanno visto che telefonavo sono entrati contromano nel distributore della Esso».  Bianchi ringrazia i carabinieri e lancia un appello: «In una situazione del genere è indispensabile chiamare le forze dell'ordine e non fermarsi». l.l.

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