Italia
Ladro nella barca reagisce a pietrate
Lara Loreti
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RISVEGLIO CHOC. Stefano Mazzariol proprietario del cabinato da 11 metri mostra la grossa pietra che il magrebino gli ha lanciato contro Proprietario di un cabinato aggredito da un magrebino che lo ha anche derubato
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LIVORNO. Lancio di pietre da un magrebino, che si è intrufolato nella sua barca, ci ha passato la notte e ha fatto anche i bisogni a bordo. E anche derubato. Risveglio choc ieri alle 7 per il proprietario di un cabinato di 11 metri, ormeggiato al circolo la Fortezza in via degli Avvalorati. Stefano Mazzariol, imprenditore con la passione del mare, va in barca per prepararsi per un'uscita in mare con i figli per pescare quando vede gli oblò divelti. È lui stesso, che è titolare della società Vintage Watches srl, a raccontare la terribile avventura. «Ho visto che era tutto sotto sopra e ho pensato: ecco, è toccata a me stavolta». All'interno trova escrementi umani, carta igienica sporca e indumenti. A quel punto prende la sistola dell'acqua e inizia a pulire. Poi va giù nella cabina di emergenza e sente dei rumori: a un tratto sbuca un giovane sui 20 anni, nordafricano. «Mi ha colto alla sprovvista - racconta il pescatore - gli ho urlato di andarsene, lui è salito per le scalette e poi ha raggiunto la passerella e la spalletta. Io intanto ho chiamato i carabinieri, ma mentre ero al telefono lui ha preso due grossi blocchi di cemento da un lampione rotto sulla piazza e me li ha tirati. Non mi ha colpito per miracolo: poteva uccidermi. Ognuno di quei massi peserà sui 5 chili». Quando l'aggressore gli lancia pietre, il primo impulso di Mazzariol è quello di rincorrere il malvivente. «Avrei voluto seguirlo, ma la polizia mi ha detto di lasciar perdere perchè poteva essere armato». Quindi, spaventato, il padrone della barca aspetta l'arrivo della polizia e poi denuncia il fatto. Ma non è finita qui: l'uomo si accorge di esser stato anche derubato di un televisore, di un videoregistratore e di due canne da pesca. «Credo che a rubare sia stata un'altra persona, forse di un complice che potrebbe aver passato insieme a lui la notte nella mia barca», dice la vittima. Il pescatore è sconvolto: «Siamo alla mercè di questa gente: qui sulla passerella con gli altri proprietari di barche avevamo messo un pergolato di vite, ma i senza tetto se ne erano appropriati e ci banchettavano, così abbiamo dovuto toglierlo. E pensare che proprio in questi giorni, dopo i controlli dei carabinieri, ho tolto un cancellino di protezione che avevo messo per tutelarmi dalle intrusioni: non è la prima volta che trovo gente in barca. Ma un'aggressione così non l'avevo mai subita: è un miracolo se posso tornare a casa e dormire con i miei figli. Una cosa posso aggiungere: quelle protezioni servono». L'imprenditore sottolinea anche lo stato di degrado in cui versa piazza della Repubblica: «Possibile che l'amministrazione non si accorga delle condizioni della piazza e del fatto che i lampioni sono rotti?». Mazzariol sottolinea l'importanza che per lui ha la barca: «È il sogno della mia vita che ho realizzato con fatica: vederla ridotta così mi ha fatto male. Ho l'amaro in bocca per tutta questa vicenda».
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