Il Tirreno

Livorno

Infarto mentre guida, il bimbo ferma l'auto

Lara Loreti
<b>PICCOLO ANGELO.</b> Michele Gabbrielli 12 anni e mezzo A settembre frequenter&agrave; la terza media Il bimbo &egrave; sveglio e bravo a scuola
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PICCOLO ANGELO. Michele Gabbrielli 12 anni e mezzo A settembre frequenterà la terza media Il bimbo è sveglio e bravo a scuola

Il nonno sviene, il dodicenne spegne il motore, tira il freno e si aggrappa al volante

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 LIVORNO. L'auto sbanda, il nonno che è al volante si sente male e s'accascia. Da dietro la nonna invalida, e un nipotino, gridano impotenti dalla paura. Il semaforo di via Salvatore Orlando, rosso, è sempre più vicino. È un attimo: Michele, 12 anni, dal lato passeggero dove è seduto, toglie le chiavi dal quadro, sterza il volante e tira il freno a mano. La vettura arresta la folle corsa in pochi istanti. La famiglia è salva. Tutto grazie alla prontezza di riflessi e al sangue freddo di un ragazzino, che ha dimostrato anche tutta la sua intelligenza.  «Michele non è un angelo, è una schiera di angeli», dice la nonna Franca Ghelardi, commossa nel ripensare a quei momenti. E chissà se sia un caso che il suo nome richiami quello dell'arcangelo. Il bimbo ha salvato la sua famiglia dallo schianto.  Domenica pomeriggio, Michele sta tornando a casa in città dopo una giornata di mare, a Tirrenia. «Non andiamo spesso insieme in spiaggia, ma quel giorno il bimbo si era messo d'accordo con gli amici - racconta la nonna - e così abbiamo deciso di trascorrere qualche ora a Tirrenia». Nel tardo pomeriggio, nonni e nipotini stanno rincasando. Alla guida dell'auto (una vettura particolare, tipo pulmino, strutturata per il trasporto della donna invalida) c'è il nonno, accanto a lui Michele Gabbrielli, che occupa il lato passeggero. Dietro invece ci sono la nonna Franca, che a causa della sua infermetà non può muovere gli arti, e il fratellino che ha 6 anni.  La famiglia si trova in via Salvatore Orlando, all'altezza dell'ex Motofides, poco più là c'è il semaforo, che è rosso. A un tratto, il nonno si sente male e s'accascia sul sedile. La signora Franca da dietro vede la testa del marito ciondoloni sul poggiatesta. Alla vista di quella scena inquietante, comincia a urlare. Spaventato anche il piccino, che scoppia in lacrime. Tuttavia, mentre si diffonde il panico, Michele mantiene intatta la lucidità.  È lui stesso a raccontare le fasi concitate del salvataggio: «Io sapevo già cosa dovevo fare - dice il bimbo, voce squillante di chi sa il fatto suo - Mia madre soffre di mal di testa e mi aveva già spiegato come agire nel caso in cui lei si fosse sentita male alla guida. Io ho ricordato le sue parole e le ho messe in pratica». Grande lo spavento: «Ho avuto tanta paura - aggiunge - però non ho neanche avuto il tempo di pensare, ho agito direttamente, senza esitare. La macchina si è fermata poco dopo, su uno scalino».  Michele a settembre frequenterà la terza media dell'istituto Teseo Tesei e oltre al fratellino, ne ha uno maggiore. È un ragazzino molto sveglio, bravo a scuola, coscienzioso e sempre attento ai bisogni dei suoi familiari. Così lo descrive la nonna, che sta in viale Nazario Sauro: «Mi fa da badante - dice sorridendo la signora Franca - mi sta dietro ed è in grado di fare tutto. L'altro giorno ci ha salvato la vita e questo non potrò mai dimenticarlo. Se ripenso al mio terrore e al fratellino che piangeva disperato, mi sento male». Suo marito ha avuto un attacco cardiaco, poi si è ripreso e ha voluto proseguire la marcia e accompagnare i nipotini a casa dalla madre Annalisa, in via San Carlo. «Lui non voleva andare in ospedale, è stata mia figlia a convincerlo - dice la nonna - Ora lui è all'Utic, ha avuto due infarti: le sue condizioni sono serie, ma è vivo, lo siamo anche noi. E questo grazie a Michele».  

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