Il Tirreno

Livorno

Scali Olandesi ancora chiusi dopo il crollo alla chiesa

Giorgio Carlini
Scali Olandesi ancora chiusi dopo il crollo alla chiesa

L'ultimo crollo: una parte della facciata è finita sul marciapiede, sfondando anche il legno ormai marcio delle impalcature. I vigili del fuoco e i vigili urbani hanno dovuto chiudere la strada. Un disastro che dura da anni

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LIVORNO. La messa in sicurezza della Chiesa degli Olandesi non può più aspettare. Dopo l’ennesimo crollo di due giorni fa, è ormai chiaro a tutti che non è più il tempo delle recinzioni, ma degli interventi concreti. Gli scali degli Olandesi, nel frattempo, rimangono chiusi al traffico. Almeno fino a quando non verrà rimosso completamente il pinnacolo posto in cima alla struttura.

La vicenda raccontata con Storify - Le foto del crollo

L'appello: "Salviamola insieme" - Video Tu Tv



In un primo momento sembrava possibile permettere lo scorrimento dei veicoli, togliendo provvisoriamente dal parcheggio una decina di posti auto sul lato sinistro della carreggiata. Ma il sopralluogo di protezione civile e vigili del fuoco ha scartato questa possibilità: l’eventuale caduta del pinnacolo interesserebbe tutta la strada.

10 giugno, 11 luglio, 7 agosto: la chiesa sembra crollare con regolarità mensile. Ma gli ultimi avvenimenti sono la logica conseguenza dell’aver trascurato un edificio storico per decenni. Ora la situazione pare insostenibile. E prima che peggiori ancora è necessario un piano di recupero, che passa attraverso due operazioni.


Soffitto crollato e panche divelte. La devastazione della chiesa in un video su Youtube



A spiegarlo è l’assessore alla cultura Mario Tredici, che si occupa del caso in assenza dell’assessore alla mobilità Maurizio Bettini. Il primo intervento consisterà nella rimozione del pinnacolo. «La strada non potrà rimanere chiusa per molto - ammette Tredici - perciò l’operazione dovrà essere immediata. L’edificio, è bene ricordarlo, è di proprietà privata, quindi gli oneri ricadranno sui proprietari». La seconda strategia si basa invece sull’idea, già emersa in passato, di creare una fondazione, con il concorso di diverse associazioni (come Lions e Rotary) e altri enti, per mobilitare energie e permettere il restauro dell’edificio. «La prospettiva - conclude l’assessore - è comunque di breve termine. L’obiettivo è chiedere nel 2012 un finanziamento nell’ambito dei fondi per il restauro degli edifici di culto. Altra fonte di risorse potrebbe essere il 5 per mille, che la nuova finanziaria permette di donare anche alle fondazioni non lucrative e di utilità sociale».

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