Meteo
Coisp: in aumento le aggressioni
Minacce di morte e insulti agli agenti
◗
Una volante in azione 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Minacce di morte, offese personali e alle madri. E frasi provocatorie urlate a ripetizione: «Siete andati a prendere il caffè con le donnacce, per ciò tardate?». Oltre ai poliziotti intervenuti sabato notte al sopralluogo di furto in via di Salviano, sono state vittime di offese anche gli operatori del 113. E anche loro si sono costituiti parte civile al processo nei confronti di Italo Perciavalle (70 anni) e i suoi figli Roberto, 41, e Franco, 40, accusati di lesioni, resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Gli agenti sono stati anche minacciati di morte. I tre sono stati scarcerati e per loro il giudice ha stabilito l'obbligo di firma 3 volte al giorno (e non i domiciliari) anche perché i più giovani sono padri di famiglia e la loro è l'unica fonte di reddito. Sul caso della violenza subita dagli agenti interviene il Coisp che sottolinea come le aggressioni ai poliziotti siano in aumento: secondo i dati del sindacato, in Italia dall'inizio dell'anno si registra una media di una ogni 4 ore. Andrea Romiti, consigliere comunale e poliziotto, invece fa notare che «il sindaco non ha avuto nemmeno una parola per stigmatizzare la violenta aggressione ai danni degli operatori di polizia». «Dispiace ancora di più - scrive Romiti in una nota - vedere che chi ha cercato di uccidere un servitore dello Stato sia già libero e indagato solamente per lesioni, anziché per tentato omicidio. Trovo altamente discutibile la decisione del tribunale, il mio non è un giudizio giurisprudenziale, ma si basa su una questione di senso civico. Far passare il concetto che chi cerca di uccidere un poliziotto per futili motivi possa liberamente circolare per strada in attesa di giudizio è pericoloso per la sicurezza di tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
