Tornano le tasse sulla prima casa
Brutta sorpresa dal governo: con l'Irpef pagheremo da 31 a 58 euro in più
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LIVORNO. Che bella sorpresina per l'esercito di famiglie livornesi che ha in proprietà la casa in cui abita: il governo Berlusconi, che aveva vinto le elezioni promettendo (e poi realizzando l'abolizione sull'Ici prima casa), adesso provvede a far rientrare dalla finestra la tassa sull'abitazione principale che con tutte le fanfare del caso aveva messo fuori dall'uscio. Lo fa con la manovra finanziaria firmata dal ministro Tremonti. Sia chiaro, Non è l'Ici, sparita a cavallo tra il 2007 e il 2008, bensì l'Irpef: a proposito della quale viene data una sforbiciata all'esenzione voluta nel 2000 dal governo Amato. Di quanto? Del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014. Non è dunque una rientroduzione formale della tassa prima casa ma in concreto sì (per quanto il provvedimento da qui ai prossimi due anni possa essere modificato o eliminato da questo governo o dal successivo): è l'effetto della diminuzione dell'esenzione e vale come una "stangatina" da non trascurare, giacché stiamo parlando di cifre che hanno a che fare con la rendita catastale e con quanto incide sull'imponibile Irpef. L'IMPATTO STIMATO Difficile dire quanto possa effettivamente pesare questa riduzione (in due tappe) dell'esenzione prima casa sull'Irpef che dovremo pagare: non essendo una tassazione a sé com'è l'Ici, il valore dell'alloggio in cui la famiglia vive finisce per entrare nel mucchio del reddito imponibile sul quale si applicano, scaglione per scaglione, le differenti aliquote Irpef. Proviamo a farlo un po' a spanne, tanto per avere un'idea dell'entità. Ecco che Stando a quanto riporta il sito dell'Agenzia del territorio le unità immobiliari in provincia di Livorno sono qualcosa come 208mila. E le case? 111 sono catalogate come "signorili", 147mila come "civili", 25mila come "economiche", 30mila come "popolari", 2.290 come "ultrapopolari", 2.237 come "villini", 108 come "ville" (da aggiungere perfino un'accoppiata di castelli). La rendita catastale totale supera i 141 milioni di euro, mentre - sempre su scala provinciale - la rendita catastale media si attesta poco al di sotto dei sui 680 euro. E' questo valore che prendiamo come riferimento per il calcolo: dal 2014, quando cioè il nuovo criterio di tassazione avrà raggiunto il secondo scalino (20%), si può dire che in media i redditi dei proprietari di una prima casa aumenteranno di circa 136 euro. OCCHIO ALL'IMPONIBILE A questo punto la cifra da sborsare dipenderà soltanto dal reddito imponibile dei titolari, dai loro guadagni in capo a un anno. Considerando quattro fasce di reddito (si va dai 15mila ai 100mila euro) e applicando le relative aliquote si nota come il nuovo provvedimento peserà sui contribuenti dai 31 ai 58 euro. Così chi, ad esempio, ha un impomibile di 15mila euro annui si vedrà appesantire l'Irpef di 31,28 euro, mentre chi lo ha di 25mila avrà un aggravio di 36,72 euro. Considerando le fasce più alte si nota che chi ha un introito annuo pari a 50mila euro ne dovrà pagare 51,68 euro in più di Irpef e chi supera i 100mila euro spenderà 58,48 euro. La "stangatina" non ha lasciato perplessi molti analisti tanto per il suo peso, quanto per il fatto che non rispetterebbe la proporzione tra ricchi e poveri. Basta dare un'occhiata ai numeri per accorgersi che chi guadagna sei volte di più pagherà in realtà meno del doppio rispetto al più "povero" (o quantomeno a paragone di chi lo è agli occhi del fisco perché dichiara meno). L'EFFETTO SUL 2013 La norma entrerà in vigore dal 2013, con l'introduzione di una prima decurtazione del 5 cinque per cento dell'esenzione relativa all'Irpef. A quel punto i proprietari di prime abitazioni, sempre considerando le quattro classi di reddito annuo della simulazione (15mila, 25mila, 50mila e 100mila euro) si ritroveranno a dover sborsare rispettivamente 7,82 euro, 9,18 euro, 12,92 euro e 14,62 euro in più. Un amaro antipasto prima dell'introduzione, nel 2014, del piatto forte: la tassazione al 20 per cento sull'Irpef.
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