Il Tirreno

Livorno

Fossi, il regno degli abusivi

Barche al ponte della Fortezza Nuova; a destra, scale da vertigini e ormeggi abusivi in piazza Cavour
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Barche al ponte della Fortezza Nuova; a destra, scale da vertigini e ormeggi abusivi in piazza Cavour

Sono decine le barche ormeggiate in punti vietati

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 LIVORNO. Il sasso nello stagno, o per meglio dire nel fosso, lo ha tirato Piero Mantellassi, presidente del Consorzio Nautico di Livorno: il capo del sodalizio che raggruppa i circoli nautici cittadini, ha denunciato con una lettera a Capitaneria, Autorità Portuale e Sindaco il problema delle barche ormeggiate abusivamente sui fossi. Tutto questo dopo le proteste di alcuni circoli, e in particolare di quello di via Lamarmora, per il fatto che gli abusivi si sono sistemati in punti dove ostacolano le manovre di chi ha un regolare ormeggio, e che in questo modo, di fatto, costituiscono un pericolo alla navigazione.  Ed è bastata fare un giro dei Fossi per vedere che le parole di Mantellassi rispondono al vero: ci sono decine e decine di barche ormeggiate abusivamente in più punti, e in particolare lungo il perimetro della Fortezza Nuova, sotto il ponte di via della Venezia, in piazza Cavour e sugli scali Cerere, la zona oggetto della protesta dei circoli nautici regolari.  E la cosa più incredibile, forse più delle barche ormeggiate proprio sotto il cartelli di divieto d'attracco, è che in molti casi gli abusivi hanno piantato nelle spallette dei Fossi Medicei delle scalette in metallo e passerelle di vario tipo per raggiungere le loro imbarcazioni. Da segnalare poi che quando qualche abusivo lascia il suo posto perché deve fare i lavori di manutenzione alla barca, il più delle volte si premura di mettere un cartello che recita "posto barca occupato" per timore che vi si installi qualcun'altro.  Ecco, punto per punto, il nostro giro sui Fossi, che alla fine ci ha mostrato una settantina e più di barche, che nei posti dove sono ormeggiate. non ci dovrebbero proprio stare.  Fortezza Nuova. Quelo che è uno dei luoghi simbolo della nostra città, oltre che dall'incuria, è assediato anche dagli ormeggi abusivi. Si parte col ponticello che collega l'accesso alla fortezza con gli scali della Fortezza Nuova: sia a dall'una che dall'altra parte sono ormeggiate una mezza dozzina di barche e gommoni, con tanto di scalette in ferro e piattaforme per raggiungerle. Poi, immediatamnte accanto, lungo la Fortezza, un altra mezza dozzina di barche, alcune davvero malmesse. E se poi lungo via degli Avvalorati ci sono un paio di vecchie barche sotto la strada che porta al prato della Bassa, sugli scali del Vescovato ce ne sono altre legate lungo i bastioni, tra cui spicca una grossa scialuppa di salvataggio. Il giro prosegue con le gabbianelle e i gozzi ormeggiate sotto il muraglione davanti agli scali del Teatro, fra l'altro proprio sotto il cartello che vieta l'attracco al perimetro della Fortezza. E sotto il cartello di divieto è anche un motoscafo fermo accanto al prato della Bassa, di fronte agli scali delle Cantine.  Scali Cerere. Questo e il punto che aveva sollevato la protesta dei circoli nautici che gravitano nella zona. In effetti lungo la spalletta, di fronte agli ormeggi in concessione, c'è una teoria ininterrotta di barche, tra le quali anche una affondata, con un gran numero di scalette in ferro per raggiungerle  Piazza Cavour. Nei pressi del ponte, ancora un buon numero di barche con dei punti di ormeggio perlomeno sospetti: «Sono tutte abusive - spiega dalla sua barca un appassionato di nautica - sia vicino al ponte che sotto lo scalandrone degli scali Saffi». E qui, in alcuni casi, oltre che un po' sfacciati e sistemare la barca fregandosene dei divieti, bisogna essere coraggiosi, visto che per arrivare a bordo bisogna affrontare una discesa ardita su una scala di ferro lunga una decina di metri.  Ponte della Venezia. Ecco infine un esempio notevole: sia perchè le barche in questione sono affastellate sotto le arcate del ponte di via della Venezia - «Sono tutti abusivi», spiegano dal circolo nautico degli scali del Ponte di Marmo - ma anche perché sugli Scali Rosciano, a poco più di una ventina di metri di distanza c'è la sede dell'Autorità Portuale, cui compete anche la gestione dei Fossi. Ma forse le barche abusive sono troppo nascoste sotto il ponte, e così non le vedono. R.C.

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