Il presidio
Legata e rapinata, nuovo colpo a Compro oro
Lara Loreti
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Allarme e paura nella zonaI malviventi irrompono con pistola e volto coperto: «Zitta e dacci i vaini»
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LIVORNO. Spintonata, legata con lo scotch, e chiusa nel retrobottega. Quindi rapinata di 2mila euro e di vari gioielli, arraffati da due vetrine, una più esterna e l'altra interna. La violenza ieri intorno a mezzogiorno è esplosa nel negozio Compro oro di viale Alfieri 10. Un colpo simile a quello avvenuto quattro giorni prima in un altro punto vendita Compro oro, in corso Amedeo. Ma questa volta i malviventi hanno commesso diversi errori che potrebbero risultare molto utili alle indagini dei carabinieri: ci sono testimoni che li avrebbero visti bene in volto e qualcuno sarebbe anche riuscito a prendere nota di dettagli dell'auto su cui sono scappati. La rapina di ieri infatti è avvenuta in pieno giorno, davanti agli occhi dei commercianti della zona, i quali dopo il blitz si sono precipitati al Compro oro per soccorrere la commessa, sotto choc per l'irruenza del colpo. Coraggiosa e temeraria, Serena Mazzinghi, 38 anni, da 4 mesi impiegata nel negozio: mentre i rapinatori saccheggiavano il locale, lei è riuscita a divincolarsi un po' dallo scotch e a premere il pulsante per dare l'allarme interno alla sua ditta. Il bottone si trova proprio nella stanza del retrobottega, dove lei è stata spinta dai malviventi. E quando i rapinatori le hanno chiesto cosa facesse, lei con lucida freddezza ha risposto: «Nulla, mi toccavo i capelli». Appena entrati, i due si sono coperti il volto. Uno era del tutto travisato, l'altro invece solo in parte. Hanno subito messo ko la commessa, poi nel giro di pochi minuti, hanno preso i soldi che si trovavano nella cassa e diversi monili in oro dalla vetrina all'entrata del negozio e poi da quella vicina al retrobottega. Quindi sono scappati, dopo essersi scoperti di nuovo il volto. Ad aspettarli, all'incrocio tra viale Alfieri e il controviale di viale Carducci, c'era un'auto nera piccola (un'Agila o una Punto) e alla guida c'era una donna, a fare da "palo". La vettura è scappata verso via della Meridiana e pare che poi abbia fatto inversione. Prima del colpo, secondo testimoni che avevano già visto l'auto in zona, avrebbe provocato la caduta di uno scooter. La vittima li ha descritti come alti circa un metro e 75 centimetri, magri, sui 30 anni, vestiti di nero e con accento livornese. «Stai tranquilla e stai zitta che non ti succede niente, vogliamo solo i vaini». Questa frase, pronunciata dai banditi, non lascerebbe dubbi sulla loro origine labronica. Inoltre l'espressione è molto simile a quella detta dai banditi della rapina in corso Amedeo alla titolare del negozio. Questo elemento, unito alla descrizione dei due e alla modalità del colpo (compreso l'uso dello scotch) fa pensare agli investigatori che dietro le due rapine possano celarsi gli stessi autori. Sul posto è subito arrivato un agente in borghese della squadra mobile, lì di passaggio, e poi i carabinieri. A soccorrere la donna, che poi è riuscita a liberarsi le mani, il barista, la panettiera, la parrucchiera e il vicino fioraio, più altri passanti. Tanta la paura tra commercianti e residenti della zona. I militari hanno effettuato il sopralluogo, ascoltato la commessa e avviato la caccia ai banditi.
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