Il Tirreno

Livorno

Le aziende di Conti condannate a pagare 880mila euro a Messina

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 LIVORNO. La saga giudiziaria tra Renzo Conti e l'armatore genovese Ignazio Messina si arricchisce di un nuovo capitolo, con la sentenza del giudice del lavoro che stabilisce che tre aziende per cui lavora o ha lavorato Conti dovranno versare 881mila euro di stipendi arretrati di Conti a Messina.  La sentenza del giudice Jacqueline Magi arriva dopo il ricorso presentato dall'avvocato Ugo Boirivant per conto della Ignazio Messina e C. contro la Ltm, azienda della quale Conti è presidente del consiglio di amministrazione, la Renzo Conti Srl, società della quale è stato amministratore delegato dal 1993 al 2009 e la Darto Finanziaria srl, della quale Conti ha presieduto il consiglio di amministrazione dal 1997 al 2009, e lo stesso Renzo Conti. Il ricorso è nato per il fatto che la Ignazio Messina vanta un credito di circa 6 milioni in seguito ad una sentenza civile passata in giudicato, riguardo al mancato versamento, negli anni '80, di noli da parte dell'agente marittimo, che riteneva di non doverli versare, all'armatore.  Per questo la società genovese si è rivolta al giudice del lavoro facendo azione di surroga, ovvero agendo al posto di Conti, per gli stipendi che - secondo Messina - gli dovevano essere pagati per le sue attività in queste tre società, attività che Conti ha sempre spiegato di svolgere a titolo gratuito. La Messina ha così richiesto che questi stipendi le fossero versati per quanto è creditrice nei confronti di Conti. Da segnalare che l'avvocato Boirivant ha invocato il "principio di vicinanza", che trasferisce l'onere della prova dall'attore al convocato e che quindi vedeva le società dover provare che Conti lavorava a titolo gratuito.  Il giudice Magi ha ritenuto che la richiesta fosse da accogliere ed ha nominato un consulente tecnico che ha quantificato le somme che ognuna delle società dovrà pagare a Messina, e cioè 287mila euro Ltm, 335mila Renzo Conti srl, e 258mila euro la Darto, per un totale di 881.094 euro che dovranno così essere pagate all'armatore genovese. «Appena possibile - ha concluso l'avvocato Boirivant - chiederemo il pagamento e, se non avverrà, faremo gli atti conseguenti».  Una sentenza della quale si conosceranno le motivazioni tra 60 giorni, ma per la quale l'avvocato Vito Vannucci, che difendeva insieme all'avvocato Dino Lorenzini le società chiamate in causa e Renzo Conti, ha già preannunciato appello. «Riteniamo che la sentenza presenti molti aspetti che potranno ribaltarla in secondo grado» - ha spiegato. Vannucci ha ricordato che esiste una delibera della Ltm del 1999 che stabilisce che i menbri del cda svolgano la loro opera a titolo gratuito, ma anche che una richiesta di pignoramento avanzata a suo tempo da Messina nei confronti delle stesse società venne respinta dal tribunale. R.C.

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