Il Tirreno

Livorno

«Parrocchiani fate i poliziotti»

Lara Loreti
«Parrocchiani fate i poliziotti»

Don Medori organizza un dossier sull'illegalità nel quartiere

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 LIVORNO. Parrocchiani investigatori, pronti a studiare il quartiere per aiutare le istituzioni a trovare una soluzione ai problemi di Sant'Andrea. Colmando un vuoto: finora nessuno ha saputo dare risposte adeguate ai disagi quotidiani che vivono i residenti. È l'idea di don Edoardo Medori.  Ieri s'è dato da fare già dalla prima mattina il sacerdote, punto di riferimento di tutti i residenti di Sant'Andrea, non solo in quanto guida spirituale, ma anche per le sue battaglie a favore della difficile integrazione nel quartiere multietnico. La notizia del magrebino accoltellato nella notte sotto i portici di piazza della Repubblica s'è sparsa in fretta nell'area di via Terrazzini. E così Don Medori è uscito presto e si è recato a trovare una delle famiglie di via Terrazzini che più da vicino vivono il disagio della microcriminalità e degli schiamazzi, anche notturni. «Abbiamo fatto una piccola riunione privata - dice il prete - parlando dei problemi della zona, dobbiamo fare qualcosa affinché non succedano più fatti così gravi».  Quello di ieri è il primo di una serie di incontri. L'idea del prete è di studiare a fondo il quartiere: i parrocchiano andranno in giro per le strade di Sant'Andrea per individuare, anche facendo foto, i luoghi più difficili, i locali più a rischio («Hanno riaperto il circolo in via Terrazzini», dice il parroco), i punti dove il degrado è maggiore, le aree - se ci sono - dove si concentrano i senza tetto. Lo scopo è aiutare queste persone, con viveri e assistenza, e anche segnalare le situazioni più critiche alla polizia in modo da migliorare la qualità della vita. «Faremo delle riunioni per aggiornarci - aggiunge don Medori - e alla fine ognuno porterà il suo contributo in una tavola rotonda: verrà fuori un dossier dettagliato. Un modo utile per il bene del quartiere e di chi ci vive».  Negli ultimi tempi spaccio e aggressioni sono aumentati: lo dice la gente che non ne può più e si è rivolta alla questura, presentando esposti e segnalazioni. «Il punto è che aumenta la presenza degli stranieri e di conseguenza cresce il numero degli episodi di microcriminalità - dice don Edoardo - La gente è preoccupata. Il ritornello che sento ripetere ogni giorno è: "Se avessi i soldi venderei la casa e andrei via"». Intanto a settembre la parrochia organizzerà un nuovo ciclo di feste multietniche per l'integrazione, coinvolgendo gli stranieri.  Don Medori e i suoi parrocchiani hanno già preso contatti con le forze dell'ordine e con la prefettura: «Già quattro settimane fa avevamo avvertito le istituzioni del fatto che la situazione qui nel quartiere sta sfuggendo di mano».

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