Il Tirreno

Livorno

Strada chiusa per 6 mesi per sistemare 100 metri

Giorgio Carlini
Il cantiere davanti al ristorante “Al Fosso Reale”
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Il cantiere davanti al ristorante “Al Fosso Reale”

Scali delle Cantine, i commercianti rispondono per le rime al Comune

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 LIVORNO. Scali delle Cantine atto secondo. O meglio, ennesimo capitolo di una diatriba, quella tra commercianti, amministrazione e ditta appaltatrice, che non accenna a placarsi.  Dopo la perentoria risposta del Comune all'articolo del Tirreno, i negozianti tornano alla carica. Stavolta è Gabriele Baroncini, titolare del ristorante "Al Fosso Reale", a farsi sentire: «Ho inaugurato il fondo quando sono iniziati i lavori, dei quali ovviamente non sapevo nulla. Quelle poche persone che passano non vedono neanche il locale, coperto da cantiere e mezzi pesanti. Siamo nella terra di nessuno. Per sostenere l'attività dovrei avere almeno 15 persone al giorno: in questi mesi ne ho 20 a settimana».  Ma c'è di più. Domenica, in tarda serata, Gabriele ha denunciato il tentato furto del suo scooter di fronte al locale: «Mi sono accorto che due ragazzi lo stavano portando via a spinta. Li ho inseguiti e costretti alla fuga, recuperando il mezzo. Ma la situazione è insostenibile. La strada è chiusa, non illuminata, e quindi pericolosa».  Sulla durata dei lavori, i negozianti lamentano una comunicazione poco chiara. «Se hanno chiuso un'intera strada - dice Valeria, compagna di Gabriele - mettendo in crisi noi commercianti, per ben sei mesi, e solo per un tratto di 100 metri, significa che le nostre necessità contano meno di zero».  Anche gli altri negozianti attaccano: «A ben ragione diciamo che il Comune non ha dato risposte. La mail cui si riferisce il comunicato è stata indirizzata a una persona che si è rivolta allo sportello del cittadino individualmente. E che, tra l'altro, non ha il fondo sugli Scali delle Cantine, ma nelle vicinanze. A noi come comitato non ha mai risposto nessuno». Sulle scadenze: «Quanti che siano i giorni previsti, prima rassicurano sulla fine dei lavori entro giugno, poi promettono la riapertura per i primi di luglio, e adesso parlano di nuovo di agosto e settembre». E ancora: «Accelerata ai lavori? Ma quale accelerata? Pensano di prendere in giro noi che qua davanti ci siamo tutti i santi giorni?»

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