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E a scuola finita compagni di classe insieme nella vacanza post-esame
Ma non siamo secchioni
A caccia di futuro fra ingegneria, matematica e legge
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LIVORNO. «E ora cosa penso per il mio futuro? Intanto voglio provare il test per entrare alla Normale nella classe di matematica, poi il prossimo anno dovrò vedermela anche con il diploma di pianoforte al Mascagni». Sandro Bertini, uno dei cento e lode della 5ª Brocca al Cecioni, non è davvero il tipo del secchione. Neanche fisicamente: alto quanto basta per una adolescenza sui parquet del basket di mezza Italia. Le 19 candeline sulla torta di compleanno le spegnerà mercoledì insieme ai compagni di scuola nella vacanza collettiva liberatoria post-maturità che, quasi al completo, la classe ha messo in programma alle Baleari. Già, perché la classe record dei "centisti" l'impresa migliore l'ha compiuta sotto l'aspetto dei rapporti umani: anziché essere un inferno di competizioni individuali e sgambetti fra compagni di banco - raccontano i ragazzi in coro - è stato «anche un bel modo di stare insieme». «Eppure - racconta Eleonora Fusco - all'inizio molti di noi avevano temuto che la fusione delle due classi dell'indirizzo Brocca avrebbe portato a incomprensioni o quantomeno a starsene ognuno sulle sue. Invece è stata una bellissima esperienza di vita». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Stefano Mazzei, centista pure lui: «Di questi anni mi porterò dietro le tante emozioni che ho diviso con tutte queste persone che ho incontrato sul mio cammino». Lo conferma anche Ester Zucchelli: «Nonostante pensassimo che l'unione delle due classi si sarebbe rivelata negativa, in realtà è andata meglio di quanto si potesse sperare. Due realtà si sono amalgamate e, dopo un po' di tempo, sono nate anche nuove amicizie». Magari - aggiunge - siccome eravamo in tanti in classe, c'è stato bisogno di organizzare bene compiti e interrogazioni, mostrare insomma un po' di senso di responsabilità («altrimenti, come ci ripetevano i nostri prof, se in 31 tutti dicono anche una parola non ci si capisce più nulla»). Gli occhi fissi nel futuro li ha anche Andrea Lorenzini. Altro superbravo: davanti alla lavagna così come sul campo di basket («il prossimo anno nell'Acli Stagno farò il campionato Under 21 e la serie D»). Sogna «un domani da ingegnere, forse civile». Per Tommaso Grossi - nel curriculum non solo il "cento" ma anche la lode - non ci sono dubbi sul fatto che la scelta della facoltà cadrà su una di quelle del settore scientifico. Gli interrogativi ci sono, eccome, però su quale: «Meglio una disciplina pura come la matematica o una applicata come ingegneria? Non ho ancora deciso». Lui ha una passionaccia per i numeri ma anche per il down hill: buttarsi giù dalle colline in bici su sentieri scoscesi inventandosi la strada. Non è esattamente l'identikit del ragazzo che non vede nient'altro che star chino sui libri. Idem Eleonora: fa la catechista ai Salesiani e fa danza. Con un'idea in testa per quanto riguarda il domani e forse il dopodomani: «La facoltà di medicina, provando anche a entrare al Sant'Anna, con la speranza di fare poi pratica come medico di Emergency e, semmai successivamente, specializzarmi in psichiatria». Anche Veronica Conca punta su medicina («e se non passo il test biologia, ma riprovando l'anno successivo»): nel tempo libero è pallavolista in serie D. «Basta organizzarsi bene e il tempo per fare sport lo puoi trovare»). Quanto a Ester, va detto che dal linguistico è passata al Brocca in nome della voglia di studiare materie scientifiche, poi per strada ha invece incrociato la passione inattesa per quelle umanistiche. «E' così - spiega - che mi sono appassionata alla storia e alla filosofia: ma, dato che oggi una laurea in storia non porterebbe a niente, ho deciso di provare giurisprudenza». R.L.
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