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Ingabbiati sugli Scali delle Cantine
Giorgio Carlini
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Un cantiere che non finisce più. Alcune immagini degli scali delle Cantine assediati dai lavori indispensabili per mettere in sicurezza la strada In basso: Monica Benvenuti e Daniele Barbetti Commercianti esasperati: «Da mesi non lavoriamo più, il Comune ci aiuti»
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LIVORNO. «Il locale è aperto, ma è come se fosse chiuso». «E' da giugno che non vendo più un articolo». «Non è con le parole che manteniamo le nostre attività». «Ora basta, siamo stufi». Sono solo alcune delle lamentele dei negozianti degli Scali delle Cantine, che da quasi 4 mesi devono convivere con la chiusura della strada per lavori di manutenzione. La contesa è ormai nota da tempo. L'ingegner Riccardo Del Corso, responsabile del cantiere, dalle pagine del nostro giornale aveva garantito che i lavori, cominciati il 4 aprile, sarebbero terminati entro i primi di luglio. Ma "la gabbia", come la chiamano gli abitanti del Pontino, è sempre al suo posto. E adesso i commercianti hanno definitivamente perso la pazienza. «Ogni volta ci rassicurano sul termine delle operazioni - attacca Monica Benvenuti, titolare del negozio L'Antico Egitto di Nefer - ma le scadenze non sono mai rispettate. Intanto passano giorni, settimane, mesi: non ne possiamo più». I negozianti hanno provato a contattare le istituzioni. Invano. «Dalla segreteria del sindaco non abbiamo mai avuto risposte concrete». La rabbia unisce tutti: dal negozio di vernici al ristorante, dall'agenzia di viaggi alla cartoleria. «Dicono che la manutenzione va a rilento perchè non possono utilizzare i mezzi pesanti - interviene Daniele Barbetti, proprietario della tabaccheria - e hanno garantito che è presente una squadra di 4 operai. Eppure ci sono betoniere e ruspe parcheggiate nel cantiere. E tutti possono testimoniare che i lavoratori sono sempre un paio, al massimo tre». Oltre al danno c'è anche la beffa, perchè i cartelli nelle circostanze avvisano che gli Scali delle Cantine sono "chiusi" (quando in realtà sono percorribili almeno dai pedoni), scoraggiando così i potenziali clienti. Il comitato dei commercianti passa al contrattacco: «Chiediamo all'amministrazione comunale un'azione a titolo risarcitorio per il mancato guadagno di questi quattro mesi - dicono in coro - Ci garantiscano uno stand per Effetto Venezia, ci permettano qualche altra iniziativa estiva, o ci diano un indennizzo economico. Perchè di qui non passa più nessuno. Vendere non vendiamo, ma le tasse le dobbiamo pagare comunque».
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